Commenti

I veri economisti di destra hanno un problema: sono diventati ininfluenti

krugman & co.

I veri economisti di destra hanno un problema: sono diventati ininfluenti

Le media company americane cercano qualcosa che non esiste: intellettuali di destra seri, onesti e con una reale influenza. Quaranta o cinquant’anni fa, queste persone esistevano. Oggi no.

Per capire perché, parlerò del settore che conosco: la scienza economica. È un campo dove c’è una presenza consistente di intellettuali di destra rispetto ad altre scienze sociali, e per quello che posso giudicare contiene un numero molto maggiore di persone che si identificano come conservatori e repubblicani. Nonostante questo, trovare intellettuali di destra influenti è un’impresa senza speranza, per due ragioni.

La prima è che ci sono molti economisti di destra che hanno incarichi nelle migliori università, pubblicano sui giornali più importanti e così via, ma non hanno nessuna influenza sulle decisioni di politica economica. Quello che vogliono i Repubblicani sono ciarlatani e svitati, per citare la famosa frase di Greg Mankiw (che è di destra). Se usano veri economisti li usano come un ubriaco usa un lampione: per avere supporto, non illuminazione.

La nomina di Larry Kudlow a capo del National economic council (Nec) sintetizza efficacemente il fenomeno. Il direttore del Nec non dev’essere necessariamente un economista prestigioso: Larry Summers è stato un’eccezione. Ma sotto Obama, il direttore era sempre una persona che seguiva la ricerca accademica sulle politiche economiche, ascoltava quello che avevano da dire gli esperti ed era pronto a cambiare opinione di fronte all’evidenza.

Nulla di tutto questo può essere applicato a Kudlow, un personaggio televisivo il cui numero consiste nel predicare le virtù magiche dei tagli delle tasse, e nulla gli farà mai cambiare idea. E non è solo che è privo di qualsiasi curiosità e flessibilità, è che il suo modello d’impresa è quello del venditore di elisir magici, e se cambiasse perderebbe tutto. E questo è esattamente il profilo che cercano i Repubblicani. Tutto questo significa che se trovate un economista di destra che non è né un ciarlatano né uno svitato, con ogni probabilità avete per le mani un economista che non ha nessuna influenza su chi prende le decisioni.

Il secondo problema è che il pensiero economico conservatore, al di là della sua assoluta mancanza di influenza politica, si trova in uno stato avanzato di decadimento intellettuale e morale: si capiva da parecchio, ma è diventato assolutamente evidente dopo la crisi del 2008.

Ho scritto più volte a proposito di questo decadimento intellettuale. Nel campo della macroeconomia, quella che negli anni 60 e 70 era cominciata come una critica utile e stimolante delle teorie keynesiane negli anni 80 imboccò una strada disastrosa: quando i loro modelli non ressero alla prova della realtà, mentre quelli keynesiani, con qualche ritocco, se la cavarono bene, gli antikeynesiani si rifiutarono di riconsiderare le loro teorie. Dopo lo scoppio della Grande Recessione, gli economisti di destra sono entrati in un Evo oscuro, regredendo al punto che famosi economisti hanno cominciato a proporre teorie infondate degli anni 30 spacciandole per profonde intuizioni.

Ma anche tra gli economisti conservatori che non si sono rintanati in questo cunicolo c’è stato un collasso morale, una disponibilità ad anteporre la lealtà politica alla credibilità professionale. Lo abbiamo visto quando importanti economisti di destra si sono precipitati a sostenere tesi ridicole sull’efficacia dei tagli delle tasse di Trump e poi hanno cercato di fare marcia indietro senza ammettere quello che avevano fatto. Lo abbiamo visto quando hanno sostenuto che sotto Obama c’era stato un imponente potenziamento dei programmi pubblici, e dopo si sono rifiutati di ammettere che non era così. Lo abbiamo visto quando hanno lanciato l’allarme sull’esplosione dell’inflazione per effetto delle politiche della Fed e dopo non hanno voluto ammettere di essersi sbagliati.

Quali sono le ragioni di questo declino morale? Il mio sospetto è che sia un disperato tentativo di mantenere qualche influenza su un partito che preferisce personaggi come Kudlow.

Sto dicendo che non esiste nessun economista conservatore che abbia mantenuto i propri princìpi? No. Ma non hanno nessunissima influenza sul pensiero repubblicano. Perciò, in campo economico, una testata giornalistica americana che voglia dar voce al pensiero conservatore si trova a scegliere tra pubblicare persone che non hanno nessun seguito o ciarlatani.

© Riproduzione riservata