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L’informazione di qualità giova ai mercati

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L’informazione di qualità giova ai mercati

(Bloomberg)
(Bloomberg)

L’informazione è il propellente dei mercati finanziari. Investitori, operatori e gli stessi algoritmi che muovono gli scambi prendono le loro decisioni di acquisto o di vendita in base al patrimonio informativo di cui dispongono. I mercati finanziari vivono di informazione. I prezzi non sono altro che informazioni espresse in numeri. Mercati efficienti presuppongono informazione di qualità, verificata e attendibile. Chi gestisce i processi produttivi dell’informazione ha in mano una grande responsabilità. Informazioni corrette sono il presupposto di un corretto meccanismo di formazione dei prezzi.

L’economia di mercato ha come assunto “l’informazione perfetta”.

Al contrario, informazioni carenti, fuorvianti o false disorientano il mercato e lo inducono a prendere decisioni sbagliate, generando prezzi disallineati rispetto al sottostante. L’effetto è quello di minare la fiducia. Non per niente comportamenti di questo tipo si configurano come abusi di mercato e costituiscono un illecito amministrativo e penale.

Il ruolo del giornalista in quanto intermediario dell’informazione è centrale. È ancora oggi il perno di un processo produttivo che attraverso la raccolta, la valutazione e la selezione di un ampio flusso di notizie e indiscrezioni dovrebbe portare sul mercato informazione verificata e attendibile.

I giornalisti contribuiscono con il loro lavoro ad assicurare l’approvvigionamento del propellente del mercato finanziario: l’informazione di qualità. I giornalisti e i media sono parte integrante del mercato finanziario, di cui costituiscono uno degli stakeholder insieme agli investitori, ai risparmiatori, agli analisti e a tutte quelle figure professionali che operano nel mercato.

L’ecosistema mediatico attraversa oggi una fase di mutazione rapidissima e travagliata. I tradizionali intermediari dell’informazione, cioè le testate giornalistiche di ogni tipo, vedono progressivamente erodere il proprio ambito d’azione e d’influenza, incalzati da flussi massicci e crescenti di informazione disintermediata, generati dai social e dal web. Il fenomeno ha il favore della demografia e diventerà sempre più rilevante perché coinvolge in pieno i più giovani.

È un processo che presenta opportunità ma anche rischi. L’informazione di qualità richiede processi produttivi articolati e strutture organizzative spesso costose, che stentano ad adattarsi nell’ambiente dell’informazione digitale disintermediata. Le fake news non sono una specificità esclusiva dei social. Trovano ospitalità in tutti i settori dei media, anche in quelli tradizionali. Tuttavia il rischio di un indebolimento dei presidi di qualità sembra più alto lì dove i filtri di controllo sono più sottili o assenti.

La sfida è proprio questa: preservare nell’ecosistema della digitalizzazione crescente presidi organizzativi idonei a mantenere alto il livello qualitativo dell’informazione sul mercato. Le aziende editoriali, in Italia e nel resto del mondo, si interrogano su come prepararsi al presente e ancora di più al futuro. Tutti si muovono alla ricerca di nuovi modelli di business, che assicurino redditività d’impresa e quindi sostenibilità anche nel nuovo contesto. Sullo sfondo resta la questione centrale e cioè i costi e i prezzi dell’informazione di qualità. Trovare la formula che consenta di guardare con serenità al futuro è il compito non facile con cui si misurano oggi le aziende editoriali.

Dal punto di vista del regolatore dei mercati è importante che questa ricerca abbia successo. Consob segue le dinamiche evolutive dell’ecosistema mediatico. È in dirittura d’arrivo la nuova Carta dei doveri dell’informazione economica e finanziaria, il codice deontologico di settore approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. La Carta aggiorna quella del 2007, adottata a suo tempo in ottemperanza alla direttiva europea sulla lotta agli abusi di mercato, in vigore in Italia dal 2005. La nuova versione intende allineare il Codice alle innovazioni normative recentemente introdotte dalla disciplina comunitaria. Consob è chiamata a esprimere un “giudizio di equivalenza” rispetto alle regole europee. Opportuno è il richiamo di attenzione sull’esigenza che notizie e indiscrezioni siano verificate con cura e presso più fonti.

Il Sole 24 Ore si rinnova da oggi nella veste grafica e nei contenuti. Al Sole e a tutti i media che si impegnano per un’informazione di qualità al servizio di un mercato finanziario ordinato ed efficiente il mio più cordiale in bocca al lupo per il compito importante e impegnativo che li attende.

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