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Gli annunci che portano «successi» a buon mercato

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Gli annunci che portano «successi» a buon mercato

Spesometro - Agf creative
Spesometro - Agf creative

Se il nostro rapporto con il Fisco fosse senza sofferenze gli annunci potrebbero bastare. Ma l’esperienza di imprese, contribuenti e professionisti racconta altro. Ecco che, allora, le uscite dei neo-ministri del Governo meriterebbero di essere più chiare.

Talvolta, infatti, gli annunci si muovono su questioni già (quasi) risolte. Ancora ieri, per esempio, il vice-premier Luigi Di Maio ha parlato di abolizione dello spesometro (che verrà meno dal 1° gennaio 2019 con la fattura elettronica) e del redditometro (di fatto quasi completamente inutilizzato dall’amministrazione).

Così come è più volte tornata l'idea di abolire gli studi di settore (già superati dai nuovi Isa). E questo mentre l'incrocio dei dati, alimentati anche da spesometro e nuova fattura elettronica, viene visto come la base per una nuova strategia di lotta all'evasione. Più complesso superare lo split payment: scelta opportuna per bloccare gli anticipi di cassa dai contribuenti al Fisco, ma difficile perché dallo split dipende una quota rilevante delle entrate. Più suggestiva l'idea di invertire l'onere della prova nei controlli: principio che dovrebbe essere già ampiamente nel nostro sistema anche se spesso le scelte degli uffici sono contestabili. Tralasciando i temi delle coperture su flat tax e Iva e le sanatorie, i contribuenti meritano una cosa: che si esca dalla politica brillante degli annunci per entrare in quella, faticosa ma vera, dei provvedimenti concreti.

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