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La qualità dell’ambiente è qualità di vita

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sviluppo sostenibile

La qualità dell’ambiente è qualità di vita

(Marka)
(Marka)

L’Europa ha appena celebrato la settimana dell’ambiente e delle problematiche a esso correlate: temi, come l’inquinamento atmosferico in particolare, che riguardano l’intera collettività e hanno un impatto diretto sulla salute degli individui. Un argomento di grande importanza per le implicazioni che riguardano tutti noi e per le responsabilità che la gravità della situazione attuale comporta. L’inquinamento dell’aria è diventato la quarta causa di morte in assoluto a livello mondiale e rappresenta la principale causa ambientale di morte. Secondo l’Oms ogni anno muoiono circa 7 milioni di persone a causa dell’esposizione all’aria inquinata e l’Italia è, purtroppo, uno dei Paesi europei in cui si muore di più e dove le ormai famigerate polveri sottili sono responsabili di una riduzione di più di un anno dell’aspettativa di vita.

Dati certo preoccupanti se si considera che gli Obiettivi di sviluppo sostenibile promessi e approvati dalla Commissione statistica dell’Onu, prevedono, entro il 2030, di «ridurre sostanzialmente il numero di decessi e malattie da sostanze chimiche pericolose»lo”. Inoltre, l’inquinamento atmosferico è l’emergenza globale destinata a causare nei prossimi decenni, secondo l’Ocse, un impatto, oltre che sulla salute pubblica, sempre più devastante sull’economia per cui l’inquinamento atmosferico costerebbe ogni anno 1.600 miliardi di dollari ai Paesi industrializzati in termini di impatto sulla salute, ovvero decessi e malattie.

La salute e il benessere dei cittadini sono la risorsa più importante di un territorio e il prisma attraverso il quale è possibile interpretare le condizioni di una città (la sua sostenibilità o insostenibilità). La salute ed il benessere di un territorio rappresentano, in definitiva, un elemento fondamentale della nozione di bene comune e interesse generale che si dovrebbe promuovere attraverso un processo di rigenerazione e pianificazione urbanistica. Taranto, Priolo, Porto Marghera sono esempi di città dove si è prodotta la ricchezza economica di una regione, ma sono anche diventate la più grande minaccia alla salute degli abitanti. Esiste una evidenza empirica sul “costo” della prosperità economica urbana sulla salute in termini di riduzione della speranza di vita, riduzione della capacità di affrontare e superare molte malattie. Tutto questo, in ultima analisi, riduce sostanzialmente i benefici “netti” dello sviluppo economico.

Se la criticità dello status quo è un dato condiviso, occorre investire ulteriormente nella ricerca, nell’analisi scientifica e tecnologica per migliorare la conoscenza sui rapporti causa-effetto, per identificare gli approcci più efficaci, i modelli e gli strumenti più idonei. Siamo ancora molto “ignoranti”. Occorre fare un grosso sforzo per strutturare in modo rigoroso e coerente tutte le informazioni e i dati di cui già disponiamo, ma che sono spesso non confrontabili o difficilmente disponibili, per mettere a fuoco in modo efficace il rapporto tra ambiente e salute. L’agire responsabile richiede una serie di attività, riassumibili in alcuni punti essenziali. Occorre partire dall’evidenza empirica dell’impatto dell’inquinamento sulla salute, migliorare questa conoscenza e diffonderla quanto più possibile per promuovere processi di partecipazione dal basso e risvegliare una coscienza critica sul territorio. Occorre costruire reti di alleanze tra diversi stakeholder della società civile per dare solida consistenza alla domanda di cambiamento e promuovere una diffusa cultura della responsabilità. È opportuno proporre e costruire una visione strategica della città che incorpori i benefici delle scelte di sviluppo (siano esse urbanistiche, economiche, imprenditoriali) sulla salute, utilizzando i diversi strumenti valutativi disponibili e che sono peraltro suggeriti dall’Oms. È necessario richiamare le istituzioni competenti (locali, regionali e nazionali) alle loro responsabilità richiedendo, ed esigendo, una pianificazione, non solo urbanistica, che sia attenta a tutti gli spazi pubblici urbani e agli impatti del loro utilizzo sulla salute, e che adoperi tutti gli strumenti di valutazione degli impatti sulla salute (in particolari sui bambini e sugli anziani). Occorre, infine, richiedere una pianificazione urbanistica volta all’attuazione del modello di città circolare come riflesso del modello di economia urbana circolare. Lo sviluppo sostenibile deve essere inteso come equilibrio tra la tutela ambientale e le potenzialità di sviluppo economico e il concetto di “sostenibilità” come coesistenza di tre categorie principali: ambiente, economia, società. Arrestare il degrado ambientale deve essere considerato tra gli obiettivi fondamentali di uno Sviluppo che deve integrare i 3 settori vitali legati tra di loro, l’economia, la società e l’ambiente. Il prevalere di uno solo di questi elementi sugli altri rischia di innescare l’inevitabile deterioramento di un altro settore. Lo sviluppo deve essere compatibile con l’ambiente e solo una profonda politica di integrazione dei tre sistemi, nonché una chiara e condivisa conoscenza dei rischi, può e deve giocare un ruolo cruciale.

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