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convegno giovani imprenditori

Boccia: chi è contro l’industria è contro l’Italia, scelte chiare

Basta con la campagna elettorale, si cominci a governare il paese. «Ora servono scelte, chiare». È l’appello che Vincenzo Boccia manda alla politica dal convegno dei Giovani imprenditori di Rapallo. Dopo le amministrative, le elezioni Ue del 2019 e le vicende europee «non possono essere l’alibi» per non affrontare le questioni italiane: Ilva, infrastrutture, lavoro, che resta la priorità a partire dai giovani, mettendo al centro la questione industriale. «Siamo il secondo paese manifatturiero d’Europa nonostante gli handicap, abbiamo un tasso di imprenditorialità tre volte superiore alla media europea. Chi è contro l’industria è contro l’Italia», ha scandito il presidente degli industriali.

C’è l’Ilva tra i dossier più urgenti: «Pone tre questioni, meridionale, occupazionale e industriale», oltre alla «credibilità e reputazione del paese». Ci auguriamo, ha aggiunto Boccia «che il ministro dello Sviluppo valuti il tema nell’interesse del paese, dei lavoratori di Taranto e di quella questione meridionale dove il suo partito ha preso voti non per il reddito di cittadinanza ma per la dignità del lavoro». Il presidente di Confindustria ha ricordato anche la citazione del caso Ilva da parte del direttore del Sole 24 Ore, Guido Gentili, nella rassegna stampa che ha aperto il convegno: «Bene fa Gentili a porre l’attenzione a partire dall’Ilva, sottolineando la giusta rivendicazione da parte del ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, di decidere da parte sua, nell’interesse del paese».

E poi le infrastrutture, «una questione nazionale, sono il nostro futuro, bisogna superare il blocco ideologico»: se si attivano gli investimenti in infrastrutture, ha detto Boccia, accanto a quelli privati cresciuti del 30% nel 2017, si genera un aumento del Pil e dell’occupazione, calerebbe il debito, aumenterebbero le risorse e «la politica risolverebbe molte questioni legate alle promesse del contratto di governo». Fermo restando che «l’Europa e l’euro sono imprescindibili, non si discute». Occorre più Europa. «Quando Trump dice che vuol vedere meno auto tedesche non sta parlando della prepotenza della Germania, ma anche della nostra industria perché nelle auto tedesche l’80% dei componenti è italiana. Bisogna stare attenti ai toni», ha insistito Boccia, che si è soffermato anche sulle sanzioni alla Russia: «Andrebbero tolte, siamo un paese esportatore, tutto questo va fatto in una compagine europea». Boccia ha condiviso l’idea di un patto generazionale lanciata venerdì dal presidente dei Giovani, Alessio Rossi. «Non si può parlare solo di pensioni, la riduzione del debito è il primo atto di responsabilità del governo».

Per il presidente di Confindustria è presto per giudicare l’azione dell'esecutivo: «Siamo pronti a confrontarci, le parole di moderazione espresse dal premier Conte e dal ministro Di Maio all’assemblea di Confcommercio aprono un fronte di confronto. Con Di Maio dovremmo incontrarci a breve». Sarà il Patto della fabbrica firmato con Cgil, Cisl e Uil «di fatto un patto del lavoro» il punto di partenza. La priorità è azzerare il cuneo fiscale per i lavoratori e realizzare un grande piano di inclusione dei giovani. Sulla flat tax «bisogna evitare di aumentare il debito» e sull’idea di salario minimo proposta da Di Maio «ci convince, salvaguarda i contratti fatti dalle grandi organizzazioni e mette una tutela a chi fa dumping contrattuale». Una prima risposta è arrivata dalla deputata M5S Laura Castelli: «In cinque anni siamo sempre passati dalle parole ai fatti. Invito Boccia a darci una mano».

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