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Le imprese del genio italiano e dodici virtù per vivere meglio

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Le imprese del genio italiano e dodici virtù per vivere meglio

Genio e fatica. Michelangelo (in foto, il David) sarà protagonista della prima delle grandi imprese, dedicata alla realizzazione degli affreschi della Cappella Sistina (Ap)
Genio e fatica. Michelangelo (in foto, il David) sarà protagonista della prima delle grandi imprese, dedicata alla realizzazione degli affreschi della Cappella Sistina (Ap)

«Il volo Air France è pieno; solita coda nel corridoio di cabina; arrivo al mio posto in fondo ma è occupato da una hostess, elegante e impassibile: “Madame, quello sarebbe il mio posto!”, “Monsieur, per questo stavo ad attenderla!». L’esperienza personale, reale, vissuta, che racconta Carlo Ossola in uno degli incipit della nuova serie sulle «virtù nascoste» (in questo caso l’affabilità e come essa moderi con garbo una vana impazienza) è solo uno dei tanti escamotage pensati dal nostro collaboratore (e insigne italianista docente al Collège de France), insieme a citazioni, aforismi e situazioni letterarie e religiose, per dare vita a un nuovo, emozionante ed edificante viaggio, dopo quello compiuto lo scorso anno, sempre su queste pagine, per ritrovare lo “spirito dell’Europa”: un viaggio che inizia sabato 28 luglio con una puntata generale di presentazione e che terrà compagnia ai nostri lettori, ogni venerdì e sabato, fino a settembre.

La serie si intitola, appunto, «Virtù nascoste»: piccole virtù che, se coltivate, potrebbero rendere migliore la nostra coabitazione su questo pianeta. Si tratta di parole come lealtà, gratitudine, generosità: doti sempre più faticose da sviluppare perché non fanno notizia, sono virtù “ingrate” dal momento che difficilmente portano fama e onori, eppure costituiscono un tassello fondamentale nella costruzione – e crescita – della società.

L’idea di Ossola (che sarà accompagnato dalle illustrazioni di Anna Godeassi) è quella di ribadire che queste virtù sono necessarie per aiutarci a vivere meglio e migliorare la nostra convivenza con gli altri. E così, in piccoli gesti come il sorriso di un’infermiera all’ennesima richiesta di aiuto di un paziente, o nell’attenzione di un autista, che, nonostante la stanchezza a fine turno, ammorbidisce la frenata affinché il passeggero anziano non si faccia male scendendo dal bus, ritroviamo altrettante spie (corroborate poi da esempi letterari o biblici o filosofici) che ci aiutano a considerare sotto nuova luce la nostra quotidianità. Le puntate (12 + 1 di presentazione) saranno dedicate, a partire da venerdì 3 agosto all’Affabilità, sabato 4 alla Discrezione e poi via via le “tappe” successive su Bonarietà, Schiettezza, Lealtà, Gratitudine, Premura, Urbanità, Misura, Pacatezza, Costanza. La conclusione di questo viaggio sarà con la Generosità.

E forse la generosità, insieme al coraggio, all’intraprendenza, al talento, alla forza e alla capacità di vedere oltre il presente c’entra anche con la seconda serie delle «Letture d’estate» che arricchiscono l’offerta del Sole 24 Ore nei weekend dei mesi di agosto e settembre. Si intitola infatti «La grande impresa» ed è una miniserie di sette grandi racconti, ogni domenica, in una pagina apposita, che abbiamo chiesto ad altrettanti collaboratori per ragionare su imprese significative che siano un esempio del genio italiano e di come esso si sia manifestato in vari campi. Non abbiamo messo limiti di tempo o di argomento e così i racconti sono davvero variegati e hanno protagonisti (singoli o collettivi) particolari.

Si parte con Giulio Busi, domenica 29 luglio, che racconta la grande impresa compiuta da Michelangelo Buonarroti (Busi è autore di una bellissima biografia dell’artista) nel realizzare la Cappella Sistina. Soffermandosi sui terribili giorni nei quali Michelangelo manda via gli assistenti e decide, da solo, di venire a capo dell’opera. Ma poi avremo i mappamondi di Coronelli (Giuseppe Lupo), la perfezione del suono dei violini di Stradivari (Armando Torno), il geniale ritrovamento di Tullio Campagnolo che inventa il cambio per la bici dopo una corsa andata male (Luigi Sampietro), la magnifica traversata in solitaria dell’Atlantico di Ida Castiglioni (Roberto Casati), prima italiana a riuscirci, le idee e realizzazioni industriali di Giuseppe Venanzio Sella (Valerio Castronovo) e la costruzione della diga di Kariba in Africa, realizzata da imprese italiane, uno dei simboli della rinascita del dopoguerra, raccontata dall’economista Andrea Goldstein. Dunque buone letture, edificanti e divertenti. Ed entrambe le cose, perché no? allo stesso tempo.

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