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Cultura-Domenica Musica

Come si dice «questo piccolo grande amore» in inglese

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Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2010 alle ore 13:48.
L'ultima modifica è del 15 maggio 2010 alle ore 16:53.

LONDRA - E' lecito pensare che Claudio Baglioni abbia ormai fatto tutto dopo decenni di grande successo che lo hanno consacrato uno dei cantanti italiani più amati nel mondo. Eppure questo veterano dei tour mondiali non ha mai suonato a Londra, città dove peraltro è venuto spesso per registrare le sue canzoni, nello studio, racconta, «preso in prestito da Paul McCartney». Questa mancanza verrà presto colmata, e alla grande: il primo concerto britannico di Baglioni sarà infatti il 29 maggio alla prestigiosa Royal Albert Hall, il tempio vittoriano della musica di fronte a Hyde Park.

E' un'occasione importante e per questo l'artista, un mese prima dell'appuntamento, ha deciso di fare una puntata a Londra per raccontarsi, accettando con entusiasmo l'invito di Carlo Presenti, l'attivissimo direttore dell'Istituto Italiano di Cultura.

Con senso dell'umorismo, modestia e una grande semplicità, Baglioni ha raccontato la sua vita di musicista da quando a 18 anni aveva deciso di raccontare una storia con la musica, «la storia di un amore che magari non dura tutta la vita ma ti cambia la vita per sempre». La musica è unica, spiega, perché «le canzoni come i profumi hanno una grande capacità evocativa e risvegliano emozioni. Certe canzoni, come certe storie, hanno il passaporto del tempo e riescono sempre a raccontarti qualcosa, in qualsiasi momento». Come QPGA, il titolo del suo ultimo album doppio e la sigla della sua più celebre canzone, Questo Piccolo Grande Amore. Che Baglioni accetta di cantare: «E' una tassa che devo pagare», dice scherzando, sedendosi al pianoforte «che per fortuna è italiano».

Il concerto di Londra è solo una tappa di un lungo cammino: il tour mondiale "Un Solo Mondo" di Baglioni, partito negli Stati Uniti in marzo e proseguito poi il mese scorso a Bruxelles e Parigi (al celebre Olympia) continua in diverse città europee. Dopo la pausa estiva, in ottobre sara' la volta di Sudamerica, Cina, Giappone e poi Australia e Russia prima della conclusione con altri concerti in Europa e l'exploit finale «naturalmente a Roma, la mia città natale».

«La musica mi ha concesso il privilegio di incontrare il mondo, - racconta l'artista. – Giro il mondo in parallelo, come cantante e come persona, seguendo la tradizione degli italiani che sono un popolo di viaggiatori per eccellenza. Spero poi di pubblicare un giornale di bordo, il racconto del viaggio e dell'arricchimento umano e culturale che deriva dal viaggiare. Il viaggio è occasione di incontro che è l'opposto dello scontro».

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Tags Correlati: Albert Hall | Carlo Presenti | Claudio Baglioni | Europa | Musica | One | Royal | Un Solo Mondo

 


L'amore per la musica si affianca per Baglioni all'impegno sociale. In particolare è il tema spinoso dell'immigrazione ad essergli caro. A fine settembre spera di organizzare un'altra edizione del grande festival "O'Scia'" a Lampedusa per il quale negli ultimi sette anni ha cooptato altri duecento artisti italiani e stranieri. «L'idea è quella di unire tanti fiati per far spirare il vento della positività, - spiega. – Sottolineare i temi importanti della solidarietà e del rispetto tra le genti. Su questo argomento così importante e serio dell'immigrazione c'è un deficit dei politici e quindi noi cantanti facciamo i supplenti della politica».

Baglioni non è un eterno ragazzo: l'aspetto giovanile non maschera la serietà di un uomo che è cresciuto, maturato e cambiato e che, grazie all'entusiasmo intatto per la musica e le sue tante possibilità, resta un ottimista. «E' bello guardare al passato, considero la nostalgia un'amica straordinaria, - afferma. – Ma sono convinto che il momento più bello della vita sarà domani».

Claudio Baglioni: Un Solo Mondo One World Tour 2010
Sabato 29 Maggio Royal Albert Hall, Londra

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