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«Kyoto-Tokyo, dai Samurai ai Manga». Estate giapponese a Montecarlo

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Questo articolo è stato pubblicato il 15 luglio 2010 alle ore 17:41.

I samurai, nell'immaginario popolare giapponese, sono come i nostri cavalieri medioevali, addestrati a combattere, pronti a uccidere e a morire per il loro Signore. Una classe di nobili d'armi, ricchi di coraggio, rispetto e onore. Le loro storie e il loro simboli hanno attraversato i secoli e sono arrivati fino a noi grazie ad armature, maschere teatrali, rotoli dipinti, paraventi, stampe Edo del XVII secolo e, successivamente, si sono diffusi in tutto il mondo grazie a cinema, tv, animazione: strumenti che raccontano l'anima immutata di un popolo nel corso del tempo. Un viaggio geografico, storico e artistico sviluppatosi lungo l'asse Kyoto-Tokyo.

«Kyoto-Tokyo, dai Samurai ai Manga » è, infatti, il titolo di una grande mostra appena inaugurata al Grimaldi Forum di Montecarlo, che animerà la vita mondana e culturale estiva del Principato, fino al 12 settembre. La mostra curata da Jan-Paul Desroches, conservatore generale dl Museo Guimet di Parigi, e dal suo omologo giapponese Hiromu Ozawa, si sviluppa in un'area di quattromila metri quadrati. che raccolgono più di 600 opere, provenienti da vari musei del mondo. Dopo i fasti della Russia dei Romanov celebrati nel 2009, il Principato ha voluto, quest'anno, rendere omaggio al Giappone. L'esposizione è caratterizzata da un inedito connubio tra tradizione e modernità. Il percorso si snoda lungo la via storica diTokaido: 500 chilometri che separano Kyoto da Tokyo, la capitale antica e quella attuale. Dal 1964 le due città sono collegate dallo Shinkasen, il treno superveloce, simbolo del balzo tecnologico realizzato in breve tempo dal Giappone, dopo la sconfitta e le devastazioni della seconda guerra mondiale.

È stato nel dopoguerra che l'Occidente é entrato in contatto con la cultura e il mondo degli antichi guerrieri giapponesi. E questo grazie al cinema e ai manga, i mitici fumetti che si sono successivamente evoluti, grazie alla tecnologia, idiventando film d'animazione, video ecc, popolati di eroi, supereroi, robot e mostri vari che hanno colonizzato le fantasie e i giochi di adulti e bambini nel mondo. Come dimenticare «I sette Samurai», lo storico film di Akira Kurosawa degli anni Cinquanta? O la serie Kozure Okami, saga televisiva degli anni Settanta, ispirata dall'omonimo manga, che racconta le vicende di Itto Ogami, un ronin o samurai errante decaduto, perennemente in viaggio con il figlioletto Daigoro e la sua carrozzina armata di micidiali bocche da fuoco.

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Tags Correlati: Akira Kurosawa | Arte | Astro Boy | Fabrizio Modina | Fuji | Grimaldi Forum | Hiroshige | Kamen Raider | Kozure Okami | Kyoto | Romanov | Shotaro Ishimori | Star Wars | Tokyo

 

Di manga parlava già Hokusai,il grande pittore del XIX secolo che, assieme al contemporaneo Hiroshige, ha deliziato gli appassionati del genere con i suoi poetici paesaggi del monte Fuji, tanto amati dagli impressionisti; ma anche con il raffinato erotismo delle «immagini del mondo fluttuante» (Ukiyo-e) - così é denominata la sua corrente artistica - che descrivono i piaceri del popolo di Edo, tra cui gli agiati commercianti cresciuti attorno alla residenza dello Shogun. La mostra è un grande affresco storico e artistico che, secondo l'intenzione dei curatori, intreccia continuamente passato e presente. Il presente è Tokyo, capitale di una superpotenza economica e tecnologica dove hanno sede grandi case di produzione come Tezuka e Toei che hanno invaso il mondo con i loro eroi moderni, ma anche simboli di antichi guerrieri: Shin, Takarajiama, Astro Boy, Phenix, il mitico Goldorack, Dragon Bal, Clap, Digimon Aventure e l'immancabile Naruto. I simboli degli antichi guerrieri si ritrovano anche in Kamen Raider, il motociclista mascherato, metà uomo e metà cavalletta, creato da Shotaro Ishimori nel 1971 e i cui caschi rievocano gli elmi dei samurai.

La mostra è divisa in quattro settori:Kyoto, la capitale tradizionale della spiritualità raccontata da sculture religiose, rotoli miniati, maschere e kimono del teatro No, paraventi a foglia d'oro; Edo, la città degli shogun e del popolino nel periodo tra il 1600 e il 1867; Tokaido, la strada delle due capitali raccontata dalle stampe Ukiyo-e, dalle fotografie, da magico monte Fuji e dallo Shinkansen; Tokyo, la megalopoli del XXI secolo raccontata attraverso l'architettura, il cinema, i manga, i robot ma anche l'attenzione per l'ecologia

La curiosità. Nel comitato di esperti della sezione Animazione della mostra siede anche un italiano. È Fabrizio Modina, torinese di nascita, ma residente sulle colline dell'astigiano. Come gran parte della generazione del1970, è cresciuto leggendo i comics Marvel e DC, ha assisitito all'invasione degli Ufo Robots nipponici ed è stato travlto dall'ondata di Star Wars. Modina ha convertito i suoi sogni di bambino assemblando una collezione, tra le più important d'Italia, dedicata agli eroi dello spazio: circa seimila pezzi che documentano, attraverso i giocattoli, il percorso creativo e tematico sviluppato dalla fantascienza americana e nipponica degli ultimi 70 anni.

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