Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2011 alle ore 13:17.
Se sono pochissimi i live che rientrano nel novero degli album più importanti della storia del rock, tra questi c’è sicuramente «At Fillmore East», manifesto del Southern rock americano a firma di quella straordinaria miscela esplosiva sotto forma di sestetto che fu l’Allman Brothers Band.
Un doppio disco del quale a breve si festeggerà il quarantennale dell’incisione - avvenuta il 12 e il 13 marzo del 1971 nel celebre locale newyorkese di Bill Graham - nonché dell’uscita, datata nel luglio dello stesso anno. Un’opera influente ed epica, perfetta sul piano artistico e fortunata su quello commerciale.
Un successo commerciale e artistico
Partiamo proprio da quest’ultimo aspetto: all’indomani dell’uscita, «At Fillmore East» si piazzò tredicesimo nella classifica Pop di Billboard, un’enormità a considerare la dimensione sperimentale di un progetto che vedeva i fratelli Gregg e Duane Allman prendere il format del blues elettrico di Chicago ed estenderlo (tanto per fare qualche esempio) ai 19 minuti e 15 di «You don’t love me» o ai 23 e 3 di «Whipping Post».
Nel tempo il live ha fruttato agli Allman undici dischi d’oro e cinque di platino, l’introduzione della band nella «Rock and Roll Hall of Fame» nel ’95 e il piazzamento al 52esimo posto nella classifica dei cento artisti rock più grandi di tutti i tempi, stilata da «Rolling Stone».
Celebrazioni sul palco
Logico aspettarsi celebrazioni coi fiocchi in occasione della ricorrenza. Ecco allora che Gregg Allman, organista e voce del gruppo, ha messo su per marzo una serie di otto concerti al Beacon Theatre di New York, presto diventati 13 a causa delle enormi richieste dei fan piovute dal web. Con lui sul palco, due reduci delle registrazioni del ’71, i batteristi Jaimoe Johanson e Butch Trucks; il nipote di quest’ultimo, Derek Trucks, alla chitarra slide; Warren Hayes all’altra chitarra; Oteil Burbridge al basso e Marc Quiñones alle percussioni.
Resta fuori dalla band il chitarrista Betts
Resterà deluso chi, per l’occasione, sperava in un ricongiungimento con Dickey Betts, chitarrista nonché altro membro originario della band che a partire dal 2000 ha preso altre strade. A celebrazioni concluse Gregg, che ha da poche settimane sfornato il disco solista «Low Country Blues», proseguirà con una band di turnisti il suo giro tra States, Spagna e Germania. Non male se consideriamo che l’ex marito di Cher, meno di un anno fa, si è sottoposto a un trapianto di fegato, causa epatite C. «Il dolore più grande della mia vita - a detta sua - e, gente, io so cosa sia il dolore».








