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Herat, scene di vita afgana vista con l'occhio delle donne. Mostra fotografica online

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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2011 alle ore 22:46.

È on-line la prima mostra fotografica virtuale WOMEN to be, uno spaccato di vita quotidiana in Afganistan, piccoli e grandi gesti che rivelano la vita di un popolo, raccontati attraverso i reportage di giovani studentesse dell'Università di Herat. La mostra, inaugurata il 25 febbraio con una cerimonia all'Università di Herat, si può visitare virtualmente sul sito della Fondazione Fondiaria-Sai (www.fondazionefondiariasai.it) presieduta da Giulia Ligresti che ha promosso l'iniziativa.

Come è nato il progetto? «In Afghanistan - ha spiegato Giulia Ligresti - ho avuto l'opportunità di conoscere donne straordinarie con una grande voglia di esprimersi che il burqa non è riuscito a cancellare. Dare loro una voce è così diventata la mia priorità e a tale scopo è nato il progetto editoriale WOMEN to be».

La mostra ospita 40 fotografie scattate da 10 giornaliste selezionate tra i partecipanti al primo master di giornalismo in Afghanistan promosso nel 2010 dall'Università Cattolica del Sacro Cuore con il sostegno di Fondazione Fondiaria-Sai, del Provincial Reconstruction Team (PRT) dell'Esercito Italiano a Herat e dell'Ambasciata italiana a Kabul. E' prevista una seconda fase di formazione, dedicata al video giornalismo, che verrà organizzata nel 2011. Tutti i reportage delle neogiornaliste sono mensilmente pubblicati sul web magazine www.womentobe.org.

L'Università Cattolica investe sulle donne afgane
Investire sulle donne e sull'informazione: è questo l'obiettivo delle attività dell'Università Cattolica in Afghanistan, ha detto Marco Lombardi, docente di Sociologia dell'Università Cattolica e coordinatore dei progetti in Afghanistan. E spiega: «Le donne sono le "paladine" del cambiamento possibile e l'informazione lo strumento più adeguato, come dimostrano anche gli eventi di queste settimane nel mondo musulmano». L'Ateneo italiano ha realizzato ben sei missioni tra Herat e Kabul nell'arco di due anni e impegnato una dozzina di docenti , uno sforzo che ha avuto come coronamente le foto e i video reportage presentati oggi all'Università di Herat

L'ultima missione, terminata a giugno 2010, ha realizzato un corso intensivo di reportage giornalistico per 25 studenti che si sono avvalsi di una macchina digitale e due computer con software per l'elaborazione di immagini e video.

Tags Correlati: Ambasciate d'Italia | Arte | Esercito Italiano | Fondazione Fondiaria-Sai | Giulia Ligresti | Herat | Kabul | Provincial Reconstruction Team | Università Cattolica del Sacro Cuore

 

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