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Questo articolo è stato pubblicato il 14 aprile 2011 alle ore 16:40.

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Riecco il «Record Store Day»Riecco il «Record Store Day»

C'è stato un tempo in cui la musica aveva una forma fisica piuttosto ingombrante, quanto può esserlo un cerchio di vinile nero avvolto nel cartone patinato. Non la scaricavi, al contrario: la «caricavi» sotto braccio, con l'ansia tipicamente giovanile di chi pretende a tutti i costi di condividere le proprie passioni con il mondo.

Parliamo del tempo glorioso dei cari, vecchi negozi di dischi, quei sottoscala polverosi nei quali le agguerrite tribù degli «audiofili» almeno una volta a settimana si recavano con scrupolosa devozione, manco si trattasse di andare a messa.

Un universo - purtroppo - in declino, dopo i colpi mortali infertigli dall'incombere sul mercato delle grandi catene della distribuzione audio-video e soprattutto dall'avvento dell'era del libero download. Non c'è allora da stupirsi che i negozi di dischi siano diventati ultimamente una sorta di «specie protetta», alla stregua di panda e uccelli tropicali: va in questo senso il «Record Store Day», giornata dell'orgoglio mondiale di questa particolarissima categoria commerciale organizzata per sabato 16 aprile.

L'iniziativa
Il format, nato ormai cinque anni fa negli Usa, funziona così: per l'occasione le case discografiche distribuiscono, solo negli storici esercizi specializzati che aderiscono, edizioni limitate di singoli, Lp ed Ep contenenti qualche inedito di questo o quell'artista. Il tutto rigorosamente su supporto in vinile. Della serie: voi portate a casa una rarità del vostro artista preferito, noi facciamo un po' di grana a sostegno della «causa». Si sa che, quando tratti con i fan, la leva giusta da muovere è quella del feticismo.

Dai Rolling Stones ad Adele
A scorrere i nomi degli interpreti - trapassati o in attività - che presteranno loro brani per celebrare la circostanza ce n'è davvero per tutti i gusti: i fan di Jimi Hendrix avranno un 45 giri da sette pollici con da un lato la versione alternativa di «Fire» dall'altra «Touch you», out-take dalle session di «Electric Ladyland»; quelli dei Rolling Stones ascolteranno nel medesimo formato «Brown Sugar», «Bitch» e «Let it rock», tutte perle uscite dalla lavorazione a «Sticky Fingers»; i R.E.M. invece metteranno a disposizione ancora in 45 giri i primi tre singoli della loro nuova fatica discografica «Collapse into town». L'offerta è così variegata da spaziare dal rock mainstream di boss Bruce Springsteen («Gotta get the feeling» in formato Lp da dieci pollici) allo spin off oasisiano Beady Eye (limitatissimo cofanetto di 45 giri da sette pollici), dalla cantautrice britannica Adele che arriva anche sui giradischi con una sontuosa edizione vinilica della hit «Rolling into deep» alla onnipresente Lady Gaga.

L'Italia a 33 giri
L'iniziativa pure qui da noi è stata accolta con favore, con un'ampia partecipazione dei negozi storici che resistono alla crisi del supporto tradizionale. A Milano, per esempio, ci sono il Discomane di Alzaia Naviglio Grande, dove non si fa fatica a trovare materiale originale degli anni Sessanta, ma anche il suggestivo Serendipity e Santeria, dove la contaminazione tra le arti è di casa. A Roma, tra gli altri, parteciperà all'happening One Love Music Corner, specializzato in territorio reggae, a Napoli il danzereccio Dj Land e Sudigiri che punta più sul rock classico, a Torino il leggendario Backdoor, dove progressive e beat italiano regnano sovrani. Se adorate la classica, il vostro punto di riferimento è Fenice Distribuzione di Firenze. Heavy metal a go-go al Wanted Record di Bari.

Un giorno… della memoria
Se poi intendete il «Record Store Day» come una sorta di particolarissimo giorno della memoria, allora tra una sortita e l'altra al negozio di fiducia fareste bene a dedicarvi a un po' di sana lettura. Il primo titolo consigliato è il saggio dell'inglese Graham Jones intitolato «Il 33º giro. Gloria e resistenza dei negozi di dischi» appena uscito in Italia per Arcana (euro 19,50, pp. 320). Un testo pieno di aneddoti curiosi e talvolta illuminanti sull'industria discografica e su quanto ruotava e ruota ancora intorno alla gestione di un negozio di dischi. Senza tralasciare la trattazione degli incredibili e «artigianali» intrallazzi del vecchio music business per dominare le hit-parade, uno degli aspetti più interessanti del libro nonché i racconti dei negozianti di dischi alle prese con la bizzarria di alcuni avventori, altro punto di forza dell'opera. Il secondo è ovviamente «Alta fedeltà», romanzo capolavoro di Nick Hornby ambientato proprio in questo particolare settore. Ma, se nella lettura di questo articolo siete arrivati fin qui, probabilmente già lo conoscete benissimo.

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