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Questo articolo è stato pubblicato il 20 novembre 2011 alle ore 08:18.

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Un famoso quadro di Turner alla Tate Gallery è intitolato Snow Storm: Hannibal and his Army Crossing the Alps. Il dipinto sorprende per la forza drammatica e la modernità stilistica con cui il grande paesaggista romantico ridà vita a un tema antico e fortunato, fondendo l'esperienza di viaggiatore con l'estetica del sublime. Turner ha scoperto le Alpi nel 1802, in una pausa delle guerre napoleoniche, due anni dopo il clamoroso passaggio del Gran San Bernardo dell'armata del Primo Console. Dopo l'impresa alpina e la vittoria di Marengo, il novello Annibale annette alla Francia il Piemonte, fa abbattere le fortezze sabaude (salvo la smisurata Fenestrelle) e vince una volta per tutte la barriera delle Alpi con le prime carrozzabili attraverso il Moncenisio e il Sempione.
Mentre ci è più chiaro perché Turner ripesca l'antica storia di Annibale, capiamo anche che essa da duemila anni rappresenta la scoperta e la sfida della civiltà alle infames frigoribus Alpes, temute, evitate e aggirate dall'antichità fino a fine Settecento. Da Napoleone a oggi, con il turismo di massa e l'alpinismo, le Alpi hanno svelato ogni segreto, ma l'episodio della traversata di Annibale con gli elefanti continua ad accendere l'immaginazione più di un film di Indiana Jones e ad appassionare gli studiosi perché resta irrisolto il mistero del tragitto e del colle valicato per giungere sul Po nella zona dei Taurini. Anche il geniale regista Pastrone inquadra la splendida invenzione di Cabiria, il primo colossal peplum del cinema, nell'impresa vera che nel 218 a. C. inaugurò la seconda guerra punica.
I fatti sono ampiamente narrati da Polibio, che scrisse in greco poco dopo verso il 150 a. C., e da Tito Livio in età augustea. Purtroppo i due testi spesso non vanno d'accordo e, calati sul terreno, risultano vaghi e sibillini. Moltissimi classicisti, militari, storici, eruditi locali e alpinisti si sono cimentati con l'illustre rompicapo producendo una bibliografia smisurata. I più seguendo Polibio sostengono che Annibale abbia passato le Alpi dal col Clapier, adiacente al Moncenisio. Molti però parteggiano per la classica ipotesi del Monginevro suggerita da Livio, altri per il Piccolo San Bernardo. Intenditori come il generale Guillaume e l'alpinista inglese Gavin de Beer giurano sul col delle Traversette, vicino al Monviso, ma un po' tutti i colli dal Tenda fino al Gottardo (!), noti o meno hanno avuto qualche fautore.
Oltralpe, nel paese di Asterix, dove la spedizione di Annibale segna anche l'inizio della storia molto prima di Giulio Cesare, c'è un altro grosso mistero da svelare: dove esattamente passò il Rodano, ingannando i romani, l'esercito di 40 mila soldati con le salmerie e i 37 elefanti su apposite zattere? Si può ben capire l'interesse che suscita, giocando in casa, la mostra «Hannibal et les Alpes» aperta fino all'estate 2012 al Musée Dauphinois di Grenoble che ricostruisce l'intero contesto delle tre guerre puniche e approfondisce la vicenda alpina con ricca documentazione, materiali archeologici e bella iconografia. Una buona idea per una vera gita scolastica o un viaggetto nella città di Stendhal ricordando i bei tempi del liceo. Per confrontare dal vivo le due ipotesi più note dove anche Annibale trovò la prima neve, si può andare da Modane e tornare da Briançon per il Monginevro, o viceversa. Ma né la mostra, né i saggi in catalogo, tra l'altro con testi di Giovanni Brizzi e Luca Mercalli, si avventurano a risolvere i misteri topografici.
Lo stesso fa la classicista e archeologa, Colette Jourdain-Annequin che intitola, con un verso del Satyricon, Les Alpes voisines du ciel la sua raccolta di studi Quand Grecs et Romains découvraient les Alpes per suggerire la rilettura delle fonti storiche rintracciando gli elementi poetici e iperbolici del mito, sulla base delle più aggiornate indagini archeologiche e scientifiche. Sulla questione della via di Annibale, la studiosa rammenta che l'ipotesi del Monginevro avallata da Livio deriva dalla tradizione della "via Eraclea", quella percorsa dal semidio per andare in Spagna a razziare i buoi di Gerione.
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Hannibal et les Alpes. Une traversée, un mythe. Mostra al Musée Dauphinois, Grenoble, fino al 2 luglio 2012. Ingresso gratuito. Catalogo a cura di Jean-Pascal Jospin e Laura Dalaine, ed. Infolio,
pagg. 146, € 29,00.
Info: www.musee-dauphinois.fr;
Colette Jourdain-Annequin, Les Alpes voisines du ciel. Quand Grecs et Romains découvraient les Alpes,
A. et J. Picard, Paris, pagg. 314, € 65,00 Info: commercial@editions-picard.fr

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