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Questo articolo è stato pubblicato il 18 marzo 2012 alle ore 08:14.

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Nel 1925 Achille Bertarelli donò al Comune di Milano l'intera collezione di stampe che aveva raccolto a partire dagli anni Novanta dell'Ottocento, un corpus di oltre trecentomila pezzi che ancora oggi è la più ricca e importante collezione di materiale iconografico d'Europa. Pierpaolo Riva ha dedicato a questa curiosa figura di benemerito collezionista una puntuale ricerca che ne ricostruisce fedelmente la vita e l'opera e aiuta, dunque, a capire come è venuta formandosi la «Raccolta Bertarelli» e chi ne è stato il promotore, su quali idee si sia mosso e lungo quali percorsi abbia proceduto per quasi cinquant'anni. Il lavoro del Riva è stato premiato nel 2010 dalla Biblioteca di Sardegna, che ha sede a Cargeghe in provincia di Sassari, la quale ora lo pubblica, cosicché chiunque può consultarlo.
Col fratello, Achille gestirà una fruttuosa produzione di arredi sacri, che gli consentì di dedicarsi alla propria passione, disponendo anche di sufficienti risorse per portare a termine consistenti acquisizioni, tra le quali memorabile resta, nel 1893, quella dell'intero fondo dei Remondini, ben tre quintali di stampe pagati 350 lire, come ricorderà molti anni dopo ancora soddisfatto il compratore: «erano forse gli ultimi avanzi della più grande calcografia d'Europa». Di fronte a un materiale tanto ricco e vario Bertarelli con entusiasmo da autodidatta si mise a studiare la storia, le tecniche, i soggetti di questa misconosciuta produzione destinata soprattutto a un consumo popolare, e cominciò anche a intessere relazioni con il mondo degli studiosi e dei produttori, quest'ultimo in rapida e continua trasformazione grazie alle continue innovazioni tecnologiche. Conobbe così il professor Francesco Novati, illustre studioso del folklore e delle tradizioni popolari, da un lato, e il tipografo Paolo Gaffuri, fondatore di quell'Istituto italiano d'Arti Grafiche di Bergamo – attivo ancor oggi – che tra i primi fece largo uso della fotografia per illustrare libri e periodici soprattutto d'arte, tra i quali il celebre «Emporium». Accanto alla passione del raccoglitore Bertarelli sviluppò anche una propria attività di studioso e di divulgatore che gli consentì di riconoscere la lunga durata dell'iconografia popolare, ben poco sensibile al mutare dei tempi, ma anche al variare delle regioni d'origine.
Oltre alla raccolta di stampe si venne così formando anche una cospicua biblioteca, che testimonia il concentrarsi degli interessi di Bertarelli attorno a quattro temi fondamentali: le vicende del Risorgimento e della unificazione italiana, la storia di Milano e del suo sviluppo, la diffusione del l'editoria popolare e il definirsi dei suoi temi fondamentali, e, infine, le testimonianze dell'iconografia, con attenzione particolare ai prodotti "minori" dell'arte incisoria, normalmente misconosciuta, che proprio grazie a lui acquistarono importanza e rilievo, come i calendari, le vedute della città, le carte da gioco, i fogli volanti, gli ex-libris, o i biglietti da visita.
«Là si trova tutto» ancora si dice riferendosi alla Civica Raccolta Bertarelli: non credo ci sia più esplicito e significativo riconoscimento del merito e della generosità di un appassionato che divenne per necessità un competente.
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Pierpaolo Riva , Achille Bertarelli. L'uomo e il collezionista, Cargeghe (SS), Documenta, pagg. 266, € 22,00

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