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Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2012 alle ore 20:16.

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In tempi di crisi globale, è un dono del cielo, che Vienna non si sta lasciando sfuggire: è il pittore austriaco più apprezzato al mondo, il più caro alle aste, il più sfruttato dall'industria dei gadgets. I suoi paesaggi non hanno nulla da invidiare a Monet, i suoi ritratti sono fra i più pregevoli del suo periodo storico, i suoi nudi sono conturbanti almeno quanto quelli del suo coevo Schiele, i suoi disegni folgoranti anche nella riduzione a pochi tratti.

Lo dice con soddisfazione Norbert Kettner, direttore dell'Ente per il turismo: grazie al 150° anniversario della nascita di Gustav Klimt, per le casse di Vienna il 2012 sarà ancora più roseo del già proficuo 2011, che ha visto 11 milioni e mezzo di pernottamenti, con un incremento del 5% e con gli italiani al secondo posto dopo i tedeschi.

La promozione turistica per attirare sulle rive del Danubio appassionati di cultura e arte ha messo in moto una macchina da guerra di paradigmatica efficienza. A Londra, l'autunno scorso un'installazione di 25 metri di altezza a Trafalgar Square, con verticali passeggiate mozzafiato di alter ego di personaggi celebri dell'epoca di Klimt, in due giorni ha catalizzato 24mila astanti con il naso all'insù, mentre i servizi della Bbc hanno procurato 11 milioni di potenziali viaggiatori. Ma anche per altre 15 metropoli non si è badato a spese. All'ombra di Santo Stefano. Del resto ogni euro sborsato ritornerà moltiplicato nelle casse della capitale, una profezia della quale non c'è bisogno di convincere nessuno a Vienna, dove anzi si è certi che la torta è succulenta, a più strati, e che ce n'è per tutti: dai musei agli alberghi, dai negozi agli editori, dai produttori di fuffa da bancarella alle aziende di trasporto.

E non importa se per questa superstar dell'arte austriaca la città non è riuscita a mettere in piedi una cabina di regia come per altri anniversari. Questa volta il motore per l'immensa macchina cultural-turistica è stato solo e unicamente l'esuberante équipe di Wien tourismus, come ammettono anche operatori di primo piano: «È effettivamente un peccato e un po' una vergogna che i direttori delle grandi istituzioni culturali non si siano seduti attorno a un tavolo per integrare i loro progetti, ma il fatto è che nessun museo è stato riconosciuto capofila, per cui la leadership è rimasta a Wien Tourismus» dice Alfred Weidinger, affermato esperto di Klimt e vicedirettore del Belvedere, il museo che dell'artista ha la maggiore collezione di olii al mondo.

Il pubblico non se ne accorgerà. Anzi. Se si prescinde da qualche occasione perduta e qualche omissione, l'offerta è stratosferica e promette di mettere nuovi punti fermi nello studio di Klimt anche per gli esperti di Austria Felix.

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