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Questo articolo è stato pubblicato il 06 giugno 2012 alle ore 12:46.

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Il sesso estremo di Anastasia e del ricco Mr Grey impazza negli Usa. Ma piacerà alle italiane?Il sesso estremo di Anastasia e del ricco Mr Grey impazza negli Usa. Ma piacerà alle italiane?

Sarà forse perché erano splendidamente algide, fatto sta che non riuscì né alla felina Lucia Atherton di «Il portiere di notte» né tantomeno alla divina Severine Serizy di «Belle de jour» d'alimentare un processo d'identificazione pari a quello che la Anastasia Steele di "50 Shades of Grey" sta scatenando negli Usa. Da New York a Los Angeles passando per Little Rock e soprattutto per la provincia americana - dove questo successo editoriale è nato prima in formato digitale, basta cliccare su Google per trovare 10 milioni e mezzo di risultati, poi cartaceo al prezzo di 29 dollari e di una guerra di editori che se lo sono conteso - quasi nessuno sembra sia ormai immune al fascino (che potrebbe anche declinarsi in pruderie) per le scene di sesso del libro della britannica E L James, che oltreoceano ha scalato le classifiche con oltre 10 milioni di copie vendute. Un libro la cui giovane protagonista, tanto per inquadrare il soggetto, ha per motto «Il dolore fisico che tu mi hai inflitto è meno terribile del dolore di perderti».

E sì perché l'eroina Lolita-Anastasia, innamoratasi perdutamente del ricco e aitante Mister Grey, potrà conquistarlo solo a patto di concedergli la sua verginità secondo le regole del dominatore sadico. L'ancella-infermiera che è in lei scoprirà che il suo fascinoso amante è stato oggetto di violenze da parte del patrigno e delle disattenzioni di una madre prostituta, e non si lasceranno come da copione di un amore violento, con giustificazioni psicologiche da panchina del parco.

Si dirà che neppure Charlotte Rampling lasciò il suo Dirk Bogarde, ma qui il film - con tanto di concorso per attori che sta facendo impazzire la rete - è ancora di là da venire, mentre dalle file al supermercato ai forum più cliccati è tutto un trionfo di confessioni e interpretazioni sulla femminilità sottomessa e contenta.

Tra le analisi che vanno per la maggiore nel nuovo dibattito d'America c'è quella che propone le donne come protagoniste «libere e cognitivamente certe della necessità di una sottomissione sessuale per stanchezza da esercizio del potere». Donne ormai use e stanche del potere che si distraggono a suon di fustigazioni, colate di cera e quant'altro: un'analisi questa che di tutta evidenza mal si attaglierebbe alle compatriote della Deneuve, e figurarsi alle italiane, che dalla conquista del più tenue "potere" sono drammaticamente ancora ben lontane. Tralasciati i luoghi comuni facili facili e le battute più grevi sulla potenza virile Mr Grey, quel che affascina molte statunitensi che confessano in rete esperienze simili, è sempre il mito dell'uomo-predatore. Anche qui, il dubbio è lecito, ma la metafora sembra mal attagliarsi alle italiane, cresciute a pane e machismo, e ben vaccinate dalla legge italica dei mosconi molesti.

Alla fine, a scorrere le pagine del libro, che in Italia esce il 19 giugno per Mondadori, la sensazione è che più che gli stereotipi BDSM (bondage-discipline-dominance-submission-sadism-masochism) faccia suo un tema, questo sì, ormai comune a donne (e uomini) statunitensi, britanniche, francesi e italiane: la necessità di identificarsi per contrastare la paura della solitudine dilagante. Perché come ripete Anastasia, il vero dolore - e su questo siamo d'accordo quasi tutti - sta nella perdita delle persone che amiamo. Che poi a qualcuno piaccia il Bdsm è altra storia ma certo neppure una gran novità.

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