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Questo articolo è stato pubblicato il 24 gennaio 2013 alle ore 09:40.

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Domenica prossima potremo leggere le prime risposte dei candidati premier alle domande che abbiamo lanciato a partire dal nostro manifesto per la cultura. Le ricordiamo qui:

1) Gentile candidato premier, se vincerà le elezioni, intende aumentare le quote di Pil destinate alla cultura, alla ricerca, all'istruzione e alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e paesaggistico portandole ai livelli degli altri Paesi europei e dei Paesi economicamente più sviluppati? Oppure non lo ritiene possibile o necessario?

2) Se sì: in che modo pensa di spendere produttivamente quei soldi? Se no, in che modo, da chi e con quali strumenti intende trovare le risorse necessarie per rilanciare e riqualificare cultura, ricerca e istruzione, nonché per promuovere la fruttuosità economica del patrimonio storico-culturale e paesaggistico?

3) La pratica artistica e musicale non sono insegnate nelle scuole, e questo fatto danneggia la nostra cultura e la nostra immagine nel mondo. Sforniamo analfabeti funzionali, inconsapevoli del loro patrimonio circostante. Se andasse al governo cambierebbe i programmi scolastici introducendo queste materie fin dai primi anni di scuola?

4) In vista dell'arrivo di ingenti fondi europei, che iniziative intende intraprendere per incrementare l'impresa creativa italiana e per esportare il valore della nostra cultura e del nostro patrimonio storico-artistico, storico-scientifico e paesaggistico nel mondo?

5) A fronte del fatto che secondo numerosi e accreditati studi non c'è sviluppo economico e sociale costante in un Paese che spende meno del 2% di Pil in ricerca e innovazione e che non valorizza, anche economicamente, il ruolo dei giovani ricercatori, che cosa intende fare per fermare il declino della ricerca italiana, l'emorragia di giovani ricercatori e il disinteresse dei ricercatori stranieri nei riguardi del sistema italiano della ricerca e dell'innovazione?

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TAG: Governo