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Questo articolo è stato pubblicato il 15 marzo 2013 alle ore 12:30.

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Museo Egizio di Torino, la Tomba di KhaMuseo Egizio di Torino, la Tomba di Kha

Una potente macchina culturale da un milione di visitatori, il Museo Egizio di Torino raddoppierà gli spazi a conclusione dei lavori di ristrutturazione e ampliamento passando dagli attuali 6.500 a 12mila mq nel 2015. Non un giorno è stato chiuso per i lavori in corso, come deludere del resto le decine di migliaia di scolari e famiglie che annualmente lo visitano? E la prossima domenica, 17 marzo, per la festa del papà il museo propone La mia famiglia egizia: speciale papà! con visite guidate con un archeologo, laboratori didattici e biglietto gratuito per i papà.

Ma con quali risorse il Museo sta mettendo a punto questo rinnovamento? L'operazione di ristrutturazione è partita nel 2008 quando la Fondazione Museo Egizio pubblica il bando di gara per la rifunzionalizzazione, restauro, ampliamento, messa in sicurezza del Museo per un valore complessivo di 50 milioni di euro. Finanziatori i soci fondatori, tranne il Mibac, in misura di 25 milioni la Compagnia di San Paolo, 10 milioni la Città di Torino, 7 milioni la Regione Piemonte, 5 milioni la Fondazione CRT e 3 milioni la Provincia di Torino. Al termine la struttura nel cuore di Torino, ospitata dal Palazzo dell'Accademia delle Scienze dalla sua costituzione nel 1824, guadagnerà anche gli spazi al secondo piano grazie al trasferimento dei dipinti della Galleria Sabauda alla Manica Nuova di Palazzo Reale.

I lavori per il nuovo Museo Egizio, infatti, si stanno eseguendo a porte aperte con progetti di riallestimento progressivo delle sale per non penalizzare il pubblico di appassionati e studiosi delle collezioni egizie, riconosciute a livello internazionale come le più importanti dopo quelle del Museo Egizio del Cairo, senza nulla da invidiare alla raccolta egizia del Louvre e a quella del Neues Museum di Berlino, dov'è conservato il busto di Nefertiti. Al Museo di Torino l'insieme delle collezioni si sono sovrapposte nel tempo a partire dai 5.268 oggetti di Bernardo Drovetti acquistati dal re Carlo Felice nel gennaio 1824 per la somma di 400mila lire, e a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935. Nelle sale del Museo delle Antichità Egizie sono oggi esposti circa 6.500 oggetti, mentre più di 26.500 reperti sono depositati nei magazzini. Da due anni si sta lavorando alla pubblicazione delle collezioni online per un totale di 11.000 pezzi, tra quelli esposti e quelli conservati. Naturalmente gli accessi on line al sito sono significatvi, indicatori di quanto il tema sia d'interesse generale: il Museo registra circa 15 milioni di accessi/anno ed è visitato da circa 45.000 utenti al mese.

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