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Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2013 alle ore 16:31.

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Un settore merceologico che non risente della crisi è quello del lusso, generi alimentari inclusi. Ci sono "evergreen" da sempre presenti nel gotha degli ingredienti più cari, come il prelibato prosciutto "iberico de bellota" anche conosciuto come Pata Negra, le cui quotazioni al chilo raggiungono i 160 euro. Vi si trova lo zafferano, che può raggiungere picchi da 10.000 euro al chilo, anche se - fortunatamente - ne basta un pizzico per il risotto. Ci sono il prelibato tartufo bianco e il manzo Kobe - famoso per il particolare trattamento di massaggio riservato al bestiame per ammorbidirne le carni – al cui costo base è certamente aggiunto quello giornaliero per la beauty farm bovina.

Troviamo poi frutta e verdura esotica. I funghi matsutake sono così rari da arrivare a sfiorare i 2.000 euro al chilo. Le angurie dansuke, prodotte in numero limitatissimo – tra i 50 e gli 80 esemplari l'anno – nell'isola giapponese di Hokkaido, valgono quasi 6.000 euro l'una. Come scordarsi del melone Cantaloupe che vanta il titolo di più dolce del mondo? Per far digerire i quasi 20.000 euro al pezzo deve avere un tasso zuccherino molto simile a quello della melassa!

Se già queste sembrano cifre da capogiro, prima di proseguire la lettura mettetevi comodi. Vale infatti 115.000 euro al kilo il tea più caro del mondo. Il suo produttore si chiama An Yanshi, professore all'università di Sichuan in Cina. Oltre al essere il più costoso è anche quello coltivato nel modo più biologico - senza nemmeno una goccia di fertilizzante chimico – usando solo escrementi di Panda, ricchi di fibre e minerali. Trattandosi di una specie protetta e a rischio di estinzione - di cui si contano poco più di un migliaio di esemplari – è difficile immaginarne una futura produzione su scala industriale.

Proviene invece dall'Indonesia, più in particolare dalle feci della "civetta delle palme" di Sumatra – che a differenza di quanto suggerirebbe il nome non è un pennuto ma un marsupiale – il caffè più pregiato in commercio che può costare fino a 500 euro al kilo. L'apparato digerente di queste bestiole - la cui dieta consiste in modo quasi esclusivo di bacche di caffè, che gli risultano purtroppo indigeste - produce succhi gastrici che conferiscono ai chicchi - una volta espulsi - una sorta di "tostatura naturale", attribuendo alla miscela un aroma particolare e un gusto superiore alla migliore qualità arabica.

Viene confezionato in scatolette d'oro 24 carati e venduto alla "Caviar House & Prunier" di Londra il caviale Almas, che significa "diamante". Visto il prezzo - 24.000 euro al chilo - mai nome risulterebbe più appropriato per queste uova dal colore ambrato prodotte dallo Zar del caviale, lo Storione Beluga del Mar Caspio.
Appartiene a questo club esclusivo anche una patata – il tubero più comune del mondo – il cui prezzo sfiora però i 500 euro al kilo. Questa particolare varietà - conosciuta con il nome di "La Bonnotte" - viene servita nei ristoranti più esclusivi di Francia e deve il suo prezzo non solo al gusto prelibato, leggermente salato, ma soprattutto all'esiguo quantitativo che ogni anno se ne produce nell'isola di Noirmoutier, nella regione della Loira. Solo 100 tonnellate raccolte a mano ai primi di maggio e consumate entro un paio di settimane.

Serbia e Svezia si contendono infine la palma per la realizzazione del formaggio più lussuoso. I primi lo producono con latte d'asina munta manualmente tre volte al giorno e ce ne vogliono 25 litri per fare un chilo, che arriva a costare 1.000 euro. Allo stesso prezzo i secondi lo producono con quello di alce. In entrambi i casi si tratta di una produzione limitata e non destinata all'esportazione. Al costo dello spuntino va quindi sommato quello della trasferta.

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