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Questo articolo è stato pubblicato il 23 giugno 2013 alle ore 08:43.

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Alcuni anni or sono, Goffredo Parise mi confidò che abbastanza di frequente l'italiano di Machiavelli gli risultava difficile, complicato e oscuro. Mi disse di esser riuscito a capire e a gustare Il Principe di Machiavelli solamente dopo averlo letto in traduzione francese. Soggiunse che gli stranieri conoscevano Machiavelli meglio degli italiani, poiché avevano la fortuna di leggerlo tradotto. Suggerì di tradurre Il Principe in italiano moderno, e sostenne che la cultura politica degli italiani ne avrebbe tratto gran giovamento. Gli diedi ragione e gli confessai come anche per me la lettura del Principe risultasse molto spesso ardua. Gli proposi di tentar lui una traduzione moderna, ma rifiutò incitandomi a tentar io l'impresa.
Benché fossi subito attratto dalla proposta, per anni non decisi nulla. Pensai di non essere la persona adatta, poiché – come storico totalmente rivolto all'epoca contemporanea – non avevo mai profondamente studiato né il Machiavelli né il Rinascimento. Temetti di non possedere gli strumenti filologici per interpretare i passi più oscuri del Principe. Infine mi immaginai che gli studiosi avrebbero accolto assai male la traduzione moderna di un testo così classico. Ma dopo la morte di Goffredo Parise chiesi il parere di alcuni specialisti ed ebbi la sorpresa di constatare che essi non vedevano di malocchio una traduzione del Principe. Intuii nello stesso tempo che gli specialisti avrebbero incontrato qualche difficoltà a compiere l'impresa proprio per non mettere a repentaglio il loro prestigio di studiosi. Era molto più facile che un non esperto, come me, trovasse il modo di osare. Nel 1988 dunque, non appena ebbi un periodo di tempo libero da altri impegni, intrapresi questa traduzione, che ora desidero dedicare alla memoria di Goffredo Parise. Il lavoro di traduzione mi ha confermato ancor una volta che Parise aveva ragione, perché il linguaggio di Machiavelli è in più luoghi arcaico, contorto e difficilmente comprensibile. Se ne può avere una riprova esaminando le diverse edizioni del Principe oggi in commercio. I curatori delle varie edizioni inseriscono note a piè di pagina per cercare di chiarire ai lettori contemporanei il senso di tante frasi un po' oscure, ma purtroppo, in alcune occasioni, perfino essi commettono errori di interpretazione.
Anche i traduttori stranieri talvolta si ingannano nel tradurre. D'altra parte la scrittura di Machiavelli è in moltissime pagine straordinariamente bella e avvincente. Si tratta di un testo classico che è bene leggere, gustare e magari citare secondo la versione originale. Ho quindi voluto pubblicare le due versioni l'una accanto all'altra, il testo originale nelle pagine di sinistra e la mia versione nelle pagine di destra. Il lettore potrà agevolmente confrontare i due testi e la versione moderna gli consentirà di afferrare più facilmente il senso complessivo di un capitolo o dell'intero libro. Ma sarà poi bene ch'egli si soffermi sul testo originale per coglierne tutta la forza e le straordinarie suggestioni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
il libro
Ritorna da Mondadori Il Principe (pagg. 288, € 12,00) di Machiavelli trasposto in italiano corrente dallo storico e nostro collaboratore Piero Melograni (1930-2012). Proponiamo la «Nota al testo» e gli incipit.

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