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Questo articolo è stato pubblicato il 31 gennaio 2014 alle ore 08:58.

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Chambave è un piccolo borgo della Valle d'Aosta, sito tra Chatillon ed Aosta, già abitato in tempi antichissimi: a Mont Tsailloun, al confine tra Pontey e Chambave, si ritiene ci fosse un'attività mineraria dell'Età del Ferro.
Secoli dopo, durante la dominazione romana, la strada consolare passava poco più a monte dell'attuale borgo.

Chambave è diventata una località famosa fin dal XV secolo grazie al suo vino moscato, il Moscato di Chambave, vinificato secco o passito.
In un documento della metà del 1400 si narra del dono di alcuni nobili valdostani a Bona di Borbone, madre di Amedeo VIII di Savoia "Il Conte Rosso", consistente proprio in alcuni barili di Muscat.
Nel 1494 Giorgio di Challant offrì a Carlo VIII, Re di Francia, il Moscato Passito di Chambave.
Il vino veniva trasportato in Francia attraverso il valico del Piccolo San Bernardo.
Nella prima metà del XIX secolo Lorenzo Francesco Gatta, medico e membro della Reale Società Agraria di Torino , nel suo "Saggio sulle viti e i vini della Valle d'Aosta", così lo descrive: " ....il Moscadello è un po' meno chiaro della malvagia, ancor meno ambrato, ed ugualmente amabile, spiritoso, dolce...e lievemente moscadato. Esso, se è ben fatto, non è inferiore ai moscatelli francesi ed ai migliori italiani".
Ho assaggiato il Moscato della Cooperativa La Crotta di Vegneron.
La Crotta di Vegneron – Chambave (AO)
La Cooperativa La Crotta di Vegneron nasce nel 1980 con circa 25 soci che diventano 80 nel 1985.
La prima vendemmia è del 1985.
Oggi con più di 100 soci, circa 30 ettari vitati, la produzione annuale è intorno alle 200.000 bottiglie, suddivise in una ventina di etichette diverse.
Il Presidente è Elio Giuseppe Cornaz.
E' il punto di riferimento per i viticoltori dei comuni di Chambave e Nus.
Da sempre la cooperativa è grande interprete del Moscato Bianco, nelle versioni secco e passito.
Negli ultimi anni ha ottenuto grandi risultati con i vitigni autoctoni, tra cui il Fumin, il Petit Rouge e il Vin de Nus.
Ho assaggiato il Moscato Passito.

Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré 2011
E' realizzato con uve di Moscato Bianco in purezza.
La vendemmia è stata fatta in più giorni, dal 20 settembre al 5 ottobre, a seconda delle diverse altimetrie.
Si sono selezionati i migliori grappoli per maturazione e per integrità della buccia, messi poi ad appassire in particolari ambienti arieggiati.
Al termine dell'appassimento, le uve sono state vinificate in modo tradizionale: il vino ottenuto è stato lasciato riposare in acciaio fino a poco prima del Natale 2012.
Tenore alcolico del 13,5 %.
Le bottiglie prodotte sono state 2.600
Visivamente si presenta di uno splendido giallo dorato, luminoso, vivace, direi allegro.
I profumi sono il punto di forza di questo vino, freschi, eleganti, raffinati, sottili ma persistenti, e con una grande orizzontalità. Note floreali, ma soprattutto fruttate, come il litchi, l'ananas, la pesca gialla e la mandorla, ed agrumate, in particolare lime e pompelmo rosa.
Tanto miele ma anche mandorla dolce.
In bocca è estremamente piacevole, giovanile, direi giocherellone, con una ruffiana nota dolce comunque delicata e non invasiva.
Sapori prevalenti mi sembrano essere la frutta esotica sciroppata, direi i piccoli frutti cinesi, il miele e la mandorla.
Decisamente piacevole.
Prezzo in enoteca: 25-30,00 Euro
Naturalmente il Moscato in Val d'aosta non vuol dire solo Chambave: ad esempio basta proseguire lungo la strada E25 per circa 30 Km, superando il capoluogo, Aosta, per arrivare ad Aymavilles, dove si trova Costantino Charrère con la sua Azienda vitivinicola Les Crêtes ed il suo Moscato Passito Les Abeilles.

Les Crêtes – Aymavilles (AO)
L' Azienda vitivinicola Les Crêtes nasce nel 1989 in Aymavilles, per opera di Costantino Charrère.
La famiglia, proprietaria di uno storico mulino ad acqua del ‘700, si occupa da cinque generazioni di produzioni agroalimentari e della lavorazione dei propri vigneti.
Tutto è iniziato intorno al 1750 con il trisnonno Bernardin Charrère, arrivato dall'attuale Alta Savoia.
Bernardin ha costruito l'immobile ancor oggi esistente con le cantine ed il frantoio per le noci.
Il figlio Etienne ha continuato l'attività inserendo anche la produzione di sidro.
Suo figlio Louis ha costruito un mulino per macinare frumento, segale ed orzo.
Il figlio Antoine, padre di Costantino, ha continuato l'attività fino al 1955, quando l'arrivo massiccio da fuori valle d'oli d'oliva e macinati ha reso necessario riconvertirsi. Antoine allora ha deciso di dedicarsi alla produzione di vini pregiati.

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