Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 15 ottobre 2014 alle ore 11:40.
L'ultima modifica è del 15 ottobre 2014 alle ore 12:03.

My24
(courtesy Regione autonoma della Sardegna)(courtesy Regione autonoma della Sardegna)

Vezzeggiati e coccolati, corteggiati dai media internazionali, sono ormai diventati la scoperta più misteriosa e affascinante degli ultimi anni: parliamo dei Giganti di Mont'e Prama, le splendide statue in arenaria a tutto tondo che, se le indagini lo confermeranno, si collocherebbero come primi e più antichi esempi della statuaria classica del mondo occidentale. Non stupisce dunque il clamore che ha accompagnato il trasporto dall'area archeologica di Mont'e Prama al poco lontano museo civico di Cabras del primo dei due pugilatori di arenaria rinvenuti a settembre.

La statua è stata sollevata da una grossa gru, chiusa in una gabbia di legno, imbragata e caricata su un camion per essere poi messa al sicuro in una sala del museo. Il secondo pugilatore, quello con la testa, raggiungerà il primo probabilmente già oggi. Ma la novità di oggi è che proprio sotto il secondo gigante ce n'è un altro ancora tutto da scoprire. Qualche pezzo di arenaria rivelatore è già stato “liberato” dagli archeologi, anche se nessuno di loro si è sbilanciato finora a confermare la scoperta. Tuttavia, anche nuovi esami col georadar avrebbero confermato una “anomalia” che lascerebbe pochi dubbi in proposito.

Per la conferma ufficiale bisognerà comunque attendere i prossimi giorni, spiegano il responsabile del cantiere Alessandro Usai e il professor Raimondo Zucca, dell'Università di Sassari, quando anche il pugilatore con la testa sarà trasferito a Cabras, dove sono già esposti sei dei giganti rinvenuti nelle campagne di scavo degli anni '70. L'operazione si presenta più delicata e pericolosa di quella di oggi, proprio per la presenza della testa ancora attaccata al busto.

Per la sua conformazione, il collo è la parte più fragile della statua, bisognerà evitare ogni minima sollecitazione per consentire anche al secondo pugilatore di concludere il breve viaggio da Mont'e Prama e Cabras integro, così come l'hanno trovato dopo quasi tremila anni gli archeologi della Soprintendenza delle province di Cagliari e Oristano e dell'Università di Sassari. Questi ultimi, dopo l’immane lavoro svolto fin qui, fra qualche settimana dovranno lasciare il campo, fra lo stupore e le immancabili polemiche, a una nuova squadra che risponderà direttamente al ministero per i Beni culturali. E nel cantiere di Mont'e Prama molte cose potrebbero cambiare.

Intanto si affaccia una nuova ipotesi sull’origine delle sculture. I Giganti di Mont'e Prama indossavano una maschera? L’ipotesi che possano rappresentare figure mascherate, legate ad un culto o a un rito ancestrale, è stata avanzata a seguito delle foto di Nicola Castangia, fotografo, socio e redattore di Nurnet, la Rete dei Nuraghi. Castangia ha accostato statue e maschere. I particolari mettono in rilievo elementi che potrebbero rimandare a su Componidori della Sartiglia di Oristano, o a Issohadores di Mamoiada, i Boes di Ottana, e altre tradizionali figure del carnevale sardo. “Ha avuto l'intuizione di rendere per immagini quanto già si vociferava negli ambienti e postarle su Facebook”, ha spiegato il presidente di Nurnet, Antonello Gregorini. Ed è stato un boom di visualizzazioni: oltre 10 mila e un diluvio di commenti. “In alcune teste ci sono dei solchi laterali nel volto che rimandano ad un'ipotetica maschera applicata - spiega Castangia - in particolare oltre a su Componidori ho raffrontato issohadores con la testa del pugilatore, la testa del guerriero con l'elmo cornuto con la maschera di Ottana.

Queste comparazioni non vogliono affermare che i Giganti siano uguali a una determinata maschera, bensì, se i Giganti fossero mascherati si potrebbe pensare a una Sardegna mascherata fin da 3000 mila anni fa”. Molti dei commentatori si sono detti convinti della validità dell'ipotesi e auspicano che venga approfondita. “Già in passato l'idea fu sollevata negli ambienti sia al centro di restauro di Li Punti sia in qualche sporadica ma mai determinata affermazione - ha aggiunto Gregorini - è certo che nel mondo ufficiale degli addetti ai lavori essa non ha mai preso corpo. Questa ipotesi aprirebbe nuovi scenari dal punto di vista archeologico e antropologico”.

Commenta la notizia

Ultimi di sezione

Shopping24

Dai nostri archivi