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Questo articolo Ŕ stato pubblicato il 14 novembre 2014 alle ore 09:44.
L'ultima modifica Ŕ del 14 novembre 2014 alle ore 14:43.

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Si Ŕ conclusa lo scorso lunedý il 23░ Merano Wine Festival, edizione di grande successo, come ha dichiarato Helmuth K÷cher alla chiusura delle porte del Kurhaus: “Sfioriamo le 10.000 presenze, per un indotto stimato in circa 6 milioni di euro”.
Alle sezioni classiche del festival - bio&dynamica, Culinary, Chef's Challenge, BeerPassion, Club Excellence, Wine MasterClasses – si sono aggiunti quest'anno due eventi di grandissimo successo: CULT2014, uno spazio che ha riunito con i loro vini in degustazione i 41 pionieri del vino italiano selezionati con cura da Helmuth K÷cher, e il WineWorld Economic Forum, un workshop che ha analizzato il comparto dal punto di vista della sostenibilitÓ e dell'export.
Tra i tanti eventi collaterali voglio segnalare la presentazione del bel libro di Marinela Vasilica Ardelean, “50 Vini di Romania incontrano 50 piatti italiani d'eccellenza”.
Il mio Merano WineFestival Ŕ iniziato fin dal venerdý proprio con CULT 2014, Ŕ continuato il sabato con la presentazione della guida ViniBuoni d'Italia e del libro di Marinela e si Ŕ concluso la domenica ed il lunedý assaggiando molti vini alla ricerca di sapori, spunti e storie per articoli futuri.
Cosý ho affrontato il viaggio di ritorno fino a Milano con un paio di bottiglie di ottimi vini rossi siciliani, uno da vitigno internazionale, Cabernet Sauvignon, l'altro da Nero d'Avola, forse il vitigno a bacca rossa pi¨ rappresentativo della Sicilia, che vado a raccontare di seguito.

Gulfi – Chiaramonte Gulfi (RG)
E' una bella storia quella della famiglia Catania: nonno Raffaele emigra a Parigi con la famiglia nel dopoguerra per bisogno, fa molti sacrifici, un doppio lavoro e torna anni dopo nella sua Sicilia, acquistando terra con i soldi risparmiati in Francia.
Il figlio Vito si realizza professionalmente in altro settore, e decide nel 1996, dopo la morte del padre, di aprire un'azienda agricola, dedita all'olio, al vino, all'ospitalitÓ, in cui cercare di applicare i valori appresi da Raffaele, di amore per la terra, salubritÓ, onestÓ produttiva.
Nell'azienda oggi lavorano anche i figli, Davide e Matteo.
Determinante il ruolo di di Salvo Foti, enologo ed agronomo.
Parliamo di 75 ettari vitati, tutti ad alberello, sono circa 500.000 le viti coltivate, per una produzione intorno alle 200.000 bottiglie, su 10 etichette diverse.
Le vigne sono su 3 aree vitate diverse, ma la vinificazione avviene sempre nella cantina di Chiaramonte: area dell'Etna, area di Pachino nella val di Noto, e l'area dei Monti Iblei.
Matteo racconta che i vigneti dell'area di Pachino sono stati acquisiti negli anni metro per metro con un lungo lavoro di ricerca fatto dal papÓ e da Foti grazie all'aiuto di un anziano mediatore di uve e di vino, che conosceva le caratteristiche produttive di ogni parcella di terreno: una piccola Bordeaux.
L'azienda Ŕ biologica certificata.
A Merano mi ha colpito il loro Nero d'Avola NeroBUFALEFFJ 2009

NeroBUFALEFFJ 2009
E' un cru di Nero d'Avola: la Vigna Bufaleffi Ŕ a 50 m di altitudine a Pachino, in Val di Noto.
Allevamento ad alberello, come in tutti i vigneti dell'azienda.
Gradazione del 14 %.
La produzione Ŕ di circa 5.000 bottiglie.
La vigna, non irrigata, Ŕ vendemmiata nella seconda metÓ di settembre.
Dopo la vinificazione, che avviene con lunga macerazione del mosto con le bucce, ci sono 24 mesi di affinamento in piccole botti, a cui seguono 2 anni in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta di un deciso colore rosso rubino. Grande impatto anche al naso: frutto rosso a go go, bacche come il ginepro, sensazioni iodate. In bocca c'Ŕ mineralitÓ e sapiditÓ, una notevole persistenza del frutto rosso e sapori di mare.
Un abbinamento consigliato Ŕ con il timballo di riso.
Prezzo in enoteca: 35 Euro

Abbazia Santa Anastasia – Castelbuono (PA)
L'Abbazia Santa Anastasia Ŕ stata fondata dal Conte Ruggero d'Altavilla nel XII sec.
La produzione di vino fu iniziata con successo giÓ dai monaci Teatini e Benedettini, diventando richiesto in tutta l'isola nelle mense di nobili e ricchi.

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