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Venezia si veste di fotografia: alla Casa dei Tre Oci 246 scatti di 70…

in mostra fino al 12 aprile

Venezia si veste di fotografia: alla Casa dei Tre Oci 246 scatti di 70 autori

Venezia fino al 12 aprile si veste di fotografia: alla Casa dei Tre Oci 5 percorsi espositivi che si snodano in 10 mostre, duecentoquarantasei fotografie esposte, una settantina gli autori coinvolti. Al piano terra sono esposti gli scatti di Francesco Maria Colombo, sono sessanta ritratti di importanti nomi della cultura italiana. In bianco e nero o a colori, i volti di Margherita Hack, Dario Fo, Paolo Poli, Patrizia Valduga, Patrizia Cavalli, Franco Zeffirelli, Toni Servillo e altri si stagliano tra le pareti delle sale, mescolando i loro tratti alla luce che dalla laguna invade tutto lo spazio.

Sono ritratti forti, dai contorni marcati a luce decisa, che immortalano il temperamento del personaggio nel suo stare di fronte all'obbiettivo. Le scale conducono al piano nobile dove sono ospitate le 6 principali gallerie veneziane che si occupano di fotografia: Galleria Upp, che espone i lavori dell'artista veneta Rachele Maistrello e del polacco Michal Martychowiec; Galleria Michela Rizzo, con in mostra alcuni scatti di Gabriele Basilico e il suo lavoro sul mondo industriale degli anni Settanta; Giorgio Mastinu Fine Art, che espone fotografie anonime tra la fine dell'800 e gli anni Settanta; La Salizada Galleria, con alcune immagini memorabili di Elio Ciol e scatti di Luisa Menazzi Moretti; Ikona Gallery con una carrellata di grandi nomi tra i quali Berenice Abbott, Gisele Freund, Robert Doisneau, Helmut Newton; Bugno Art Gallery, con fotografie di Luca Campigotto, Andrea Morucchio e Paolo Ventura. Il secondo piano è curato dal Circolo Fotografico La Gondola, fondato tra il '46 e il '48 da alcuni fotografi tra cui Paolo Monti e dal 2011 dichiarato bene d'interesse culturale da parte della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico/Artistico della città di Venezia, che propone 3 percorsi.

“Quel che resta del giorno” è il primo percorso e riprende il titolo di un film di Ivory come filo conduttore per gli scatti di trentuno soci del Circolo. Sono fotografie che affrontano l'argomento da molteplici punti di vista, dal quotidiano intimo personale al paesaggio nel territorio con una attenzione particolare agli oggetti che il tempo rende desueti e logori. Il secondo percorso è “Momenti decisivi” ed espone le opere selezionate dalla lettura portfolio ai Tre Oci. L'ultimo percorso, il terzo, riguarda una mostra curata da Manfredo Manfroi dal titolo “L'Italia positiva di Stefano Robino”, autore torinese che dagli anni '50 ha documentato la sua città e il suo Paese nei loro mutamenti. In mostra fotografie che coprono l'arco di tempo che va dal 1951 al 1969: la quotidianità fredda delle fabbriche, le periferie ancora desolate, paesaggi disabitati, figure umane a raccontare storie. Un bianco e nero forte nei contrasti, deciso nella narrazione. La Casa dei Tre Oci con queste mostre conferma il suo interesse per la dimensione legata al territorio, attraverso gli autori e le gallerie coinvolte, e la sua ampiezza di sguardo oltre laguna e oltre confine. Quello che propone è un viaggio nella fotografia di ieri e di oggi, un lungo racconto narrato dall'obbiettivo di diversi autori.

Venezia, Casa dei Tre Oci
fino al 12 aprile

http://www.treoci.org/

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