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«Non ho l’arma che uccide il leone»

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«Non ho l’arma che uccide il leone»

“Non ho l'arma che uccide il leone” è un libro di storie, circa centocinquanta personaggi che si snodano in un decennio, sono ventidue racconti e altre narrazioni, con una presentazione, di Franco Basaglia, alcune illustrazioni, di Ugo Guarino, due contributi in appendice, di Franco Rotelli e Pieraldo Rovatti, alla sua terza edizione, completamente riveduta, uscita per la collana 180 Archivio Critico della Salute Mentale delle edizioni Alpha Beta Verlag.

L'autore, Peppe Dell'Acqua, uno dei collaboratori più stretti di Franco Basaglia e che per oltre mezzo secolo si è occupato di salute mentale, dal 1980 porta avanti questo libro attraverso riscritture e riedizioni per testimoniare una storia che ha cambiato il mondo. Peppe Dell'Acqua racconta le storie degli ospiti del manicomio di San Giovanni a Trieste: di come ha incontrato queste persone al suo arrivo al San Giovanni e di come sia avvenuta la loro liberazione, che è stata la rivoluzione Basagliana.

Questo libro è una presa diretta all'interno del manicomio, una narrazione che rende visibile ciò che era, ed è, intollerabile per la dignità umana, è l'esperienza di quel momento cruciale in cui si è iniziato a restituire diritto a una minoranza oppressa. I racconti sono le storie di persone come Elda, Giovanni, Mario, Salvatore, Sergio, Michele e molti altri che sono entrati in manicomio e hanno subito tutto quello che era di prassi: muri, elettroshock, insulina, privazioni, contenimento. Persone che avevano bisogno di una cura e invece sono stati trattati come oggetti pericolosi, persone che hanno trovato poi in Basaglia, in Peppe Dell'Acqua e in altri, un'attenzione ai loro bisogni primari, un ascolto, un avvicinamento: storie della vita in manicomio e la loro liberazione attraverso la cura.

È un libro che ci fa ricordare come i fattori determinanti per lo sviluppo di patologie non siano che per una minoranza biologici, ma siano per la maggioranza economico-politico-sociali. “Non ho l'arma che uccide il leone” è il racconto e la testimonianza di come la chiusura dei manicomi, l'abbattimento dei muri, l'apertura delle porte, sia stata una rivoluzione: dopo oltre settanta anni in cui il malato di mente è stato considerato una categoria giuridica con diritti molto limitati, la legge 180 del 1978 ha reso possibile una emancipazione delle persone con disturbi mentali.

La lettura di questo libro offre una forza e una volontà di voler sapere e voler partecipare allo sviluppo di temi così importanti per la società civile, ma dona anche immagini nette e precise, le immagini di persone restituite al mondo e alle bellezze del mondo, come Elda che innaffia le sue piante e Giovanni che, dopo mezzo secolo di manicomio, torna agli affetti e alle sue cose. E affiora la gratitudine per chi ha fatto sì che Giovanni morisse di infarto in barca pescando con i nipoti anziché legato a una brandina di un manicomio.


Peppe Dell'Acqua
Non ho l'arma che uccide il leone: racconti e altre narrazioni sulla rivoluzione di Basaglia
Edizioni Alpha Beta Verlag
Pp. 368, euro 15,30

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