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Stranezze british alla Barbican Art Gallery

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Stranezze british alla Barbican Art Gallery

 Akihiko Okamura -  primo viaggio in Irlanda del Nord nel 1968
Akihiko Okamura - primo viaggio in Irlanda del Nord nel 1968

LONDRA - Strana eppure familiare: è la Gran Bretagna vista attraverso gli occhi di alcuni dei maggiori fotografi internazionali. L'idea della mostra “Strange and Familiar” che apre questo fine settimana alla Barbican Art Gallery a Londra è stata di Martin Parr, celebre fotografo inglese, per “rivelare un'immagine molto diversa della vita del nostro Paese di quella presentata da fotografi britannici.”

“Siamo una nazione molto strana, bisogna ammetterlo”, spiega Parr, “e per questo nel corso dei decenni abbiamo attratto molti talenti internazionali che hanno guardato alla nostra società, alle nostre abitudini e alle divisioni tra classi sociali con un occhio diverso, creando immagini che ci rivelano molto su di noi, eppure molti qui in Gran Bretagna non le conoscono”.

Parr ha selezionato centinaia di immagini scattate da 23 fotografi di diversi Paesi, dagli Stati Uniti alla Germania, dal Cile alla Francia, dal Giappone all'Italia, che raccontano una storia sui generis della Gran Bretagna negli ultimi ottant'anni. Le prime foto degli anni Trenta, scattate dall'austriaca Edith Tudor-Hart, mostrano la miseria dei quartieri poveri di Londra. Le ultime, forse le più sconcertanti di tutte, sono i primi piani estremi e iper-realisti di Bruce Gilden del 2014.

Henri Cartier-Bresson, definito ‘l'occhio del secolo', fotografa grandi eventi reali come l'incoronazione del 1937 puntando il suo obiettivo sulla folla festante per esplorare l'amore molto inglese per la monarchia.

Negli anni Cinquanta il grande fotografo americano Paul Strand va nelle remote isole Ebridi al largo della Scozia per ritrarre l'aspra bellezza del luogo e la forza vitale degli abitanti, mentre Robert Frank contrasta la ricchezza dei banchieri della City con la povertà dei minatori del Galles. Il francese Sergio Larrain con le sue immagini mosse e volutamente sfocate punta a cogliere il dinamismo di Londra.

Molto spazio è dedicato agli anni Sessanta, i celebri “Swinging Sixties” in cui la Gran Bretagna era all'avanguardia, in piena rivoluzione sociale, sessuale e musicale. Evelyn Hofer nel 1962 coglie con rispettoso affetto immagini dei lavoratori: il macellaio, il tassista, il cameriere, il pescivendolo, la guardia carceraria.

Nello stesso anno, il 1968, Garry Winogrand racconta l'Inghilterra di strada, mentre Candida Hofer va a Liverpool per cogliere l'essenza della città resa famosa dai Beatles. Sempre nel '68 il fotografo giapponese Akihiko Okamura, espulso dal Vietnam per le sue immagini troppo crude della guerra, va in Irlanda del Nord e mostra le barricate, le manifestazioni, le strade con i crateri delle esplosioni, ma anche i volti pieni di sfida della gente.

L'Italia è rappresentata da Gian Butturini, che affascinato dalla capitale nel 1969 ha pubblicato il libro ‘London', un omaggio alla città alla fine di un decennio cruciale. Le sue foto mostrano il lato oscuro di un'era dorata solo in superficie, i senzatetto, i drogati, gli emarginati e i disperati.

La crisi economica degli anni Settanta è rivelata nelle foto di Londra vista in chiave surreale dal giapponese Shinro Ohtake e nelle brutali immagini di Glasgow del francese Raymond Depardon, che coglie con devastante efficacia una realtà urbana di declino e miseria. Il fotografo olandese Cas Oorthuys invece guarda agli studenti delle celebri città universitarie di Oxford e Cambridge, anche loro in fermento che manifestano contro le armi nucleari.

Le foto di oggi mostrano realtà diverse che coesistono: l'americana Tina Barney mostra l'aristocrazia, che sopravvive con i suoi riti molto English, mentre l'olandese Hans Eijkelboom con le sue foto scattate in un centro commerciale di Birmingham sottolinea come il globalismo e il consumismo abbiano reso i consumatori inglesi uguali a tutti gli altri.

Strange and Familiar: Britain as revealed by international photographers
16 marzo – 19 giugno 2016
Barbican Art Gallery, Londra
www.barbican.org.uk

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