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Rivoluzione domestica

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Rivoluzione domestica

Le relazioni tra lavoro, trasformazioni sociali e culturali, interazioni globali sono un rompicapo di eccezionale complessità e di straordinario interesse. Esistono però alcune figure lavorative capaci di assumere valenza più ampia e paradigmatica e di consentire così una comprensione allo stesso tempo più concreta e più universale di certe trasformazioni in atto.

La sociologa Sabrina Marchetti ha ottenuto un Erc Grant dell’Unione Europea per una ricerca, che dirigerà all’Università di Venezia, sul lavoro domestico nei vari continenti. Il lavoro domestico è infatti paradigmatico: è in prevalenza svolto da donne, con basso livello di istruzione e reddito, e assume elementi classici di debolezza sociale o discriminazione. In Europa è svolto da immigrate, negli Usa da donne di colore, in Sud America da donne di origine indigena, in India da donne di caste inferiori. L’Onu ha studiato a fondo questo tipo di lavoro e ha stabilito di recente alcune regole globali, che stanno migliorando il quadro. In Ecuador per esempio lo stipendio è aumentato in cinque anni del 700%, con conseguenze inattese: molte famiglie hanno rinunciato all’aiuto domestico, divenuto più costoso, rivendicando la necessità di un nuovo welfare (per esempio la costruzione di asili): anche così cambiano le società e le culture. Marchetti e i suoi ricercatori si focalizzeranno sugli elementi chiave del lavoro domestico nel mondo, sulle molte dimensioni che lo legano alla società e che interagiscono con i suoi cambiamenti: conquista di diritti, cura delle famiglie, stato sociale, discriminazione di genere.

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