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Maurizione inCoronato

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Maurizione inCoronato

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Sembrava il filmato di presentazione del nuovo tronista di Uomini e Donne - tamarro, pieno di spocchia e di gel -, e invece era il video introduttivo del Maurizio Costanzo Show, dedicato all’atteso ritorno di nientemeno che Fabrizio Corona. Ecco il Fabrizio sexy che guarda fisso in camera, il Fabrizio che scoppia a ridere, il Fabrizio che si fa serio e concentrato, il Fabrizio appoggiato allo stipite della porta; ecco le frasi cult («Il suicidio è da perdenti»; «Non ho mai pianto in carcere perché non avevo lacrime»; «Grazie mamma») scritte in sovrimpressione perché gli spettatori possano prendere nota e recarsi dal tatuatore con le idee chiare; ecco le prime importanti dichiarazioni (Non credevo che uno malato come me potesse stare tre anni senza andare con una donna, invece in carcere non ho avuto nessuno stimolo sessuale»).

Fine dell’anteprima, lo show vero e proprio può cominciare, con un eloquente «Bentrovati grazie buonasera e vabbè dopo dopo», bofonchiato tutto d’un fiato da quel grande mammifero marino pinnipede chiamato: Maurizio. In pochi istanti si scatena il circo degli opinionisti più casuali e generici, più caotici e goliardici, più cianotici e garantisti, che la tivù abbia mai accostato insieme: tre file di poltrone (non più del Teatro Parioli ma degli Studi De Paolis) occupate dai vips spaccati a metà tra difensori e detrattori, tra chi stravede per l’ex signore e padrone dei paparazzi e chi condanna il delinquente galeotto (Bonaccorti: «Come mai malgrado la tua bellissima famiglia sei diventato così un cattivo esempio?»; Taormina: «Corona ha il suo temperamento e ce lo dobbiamo tenere, le sentenze sono ingiuste»; Feltri: «È andato in galera per niente, e anche guidare senza patente è un reato del cavolo»).

Il momento più alto della serata si raggiunge con una lite fulminante tra il Fabrizio e il Cecchi Paone che abbandona sdegnato il programma (la regia censura per bene l’audio dell’alterco e nessuno commenta l’accaduto, evidentemente irripetibile) e con l’intervento di una signora del pubblico, che grida di volere bene a Fabrizio come un figlio, per poi cantargli Rose rosse per te, versione integrale.

Il programma è quasi finito ma c’è tempo per un’ultima fatidica domanda, sbuffata dal tricheco Maurizio – sicuramente sarà la volta di qualcosa di decisivo, di pregnante, di profondo, che ci farà dimenticare l’inutile bagarre demagogica vista finora: «andrai all’Isola dei famosi?». Il sassofono intona il familiare motivetto della sigla e il pesante sipario rosso, per fortuna, comincia a chiudersi.

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