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Emozionante «Laurence Anyways» di Xavier Dolan

Cinema

Emozionante «Laurence Anyways» di Xavier Dolan

«Laurence Anyways» arriva (finalmente) nelle nostre sale: presentato al Festival di Cannes del 2012, il (grande) film di Xavier Dolan è il vero evento del weekend al cinema.
Al centro c'è la vita di Laurence Alia, un insegnante che allo scoccare dei trent'anni manifesta il desiderio di diventare una donna. La coraggiosa decisione lo porterà a scontrarsi con la sua famiglia, a combattere contro i pregiudizi di una società che non riesce a capirlo e a gestire un sempre più complesso rapporto con la sua ragazza che, nonostante lo shock, proverà a continuare a stargli accanto.

Terzo lungometraggio di Dolan, regista canadese classe 1989, «Laurence Anyways» è un'opera toccante e struggente, un profondo melò che copre un arco temporale di dieci anni e descrive con grande sensibilità i pregiudizi della collettività, i complicati rapporti interpersonali e la necessità dell'individuo di sentirsi pienamente se stesso.

Contenutisticamente importante e ambizioso, il film vanta anche un apparato estetico di alto livello, maestoso nelle scelte visive e dotato di una colonna sonora di prima grandezza, che spazia da Vivaldi ai Duran Duran, da Beethoven ai Depeche Mode.

Dolan, che in seguito dimostrerà altrettanto talento con «Mommy» (2014), è tanto bravo con la macchina da presa quanto nel dirigere un gruppo di attori in formissima: eccellente il protagonista Melvil Poupaud, ma non è da meno Suzanne Clément nei panni della fidanzata di Laurence. Imperdibile.

Laurence Anyways, il trailer ufficiale

Un dramma meno riuscito è «Gli invisibili» di Oren Moverman con protagonista Richard Gere. L'attore interpreta George, un uomo disperato che, senza più possibilità di trovare un alloggio, si rifugia in un grande centro di accoglienza per senzatetto di Manhattan.
Qui entra in contatto con la dura realtà degli emarginati e, anche grazie al loro aiuto, potrebbe ritrovare speranza nella vita.

Dopo il notevole esordio «Oltre le regole – The Messenger» (2009) e il più che discreto «Rampart» (2011), Oren Moverman firma una pellicola più debole, caratterizzata da un soggetto interessante ma vittima di troppi cali di ritmo.
La scrittura del protagonista (alla ricerca di un contatto con la figlia che non vede da diversi anni) è efficace e nel corso della narrazione sono diversi i momenti dotati della necessaria durezza, ma manca sempre il giusto guizzo e la parte conclusiva è povera di idee degne di tale nome.
Da Moverman era lecito aspettarsi molto di più.

Infine una menzione negativa per «Angry Birds – ll film».
Ispirato all'omonima serie di videogiochi, vede protagonisti i celebri “uccelli arrabbiati” messi al centro di una storia che, però, fatica a reggere la durata di un lungometraggio e non riesce mai a divertire come vorrebbe.
È un film d'animazione che rischia di non entusiasmare i più piccoli e di annoiare gli adulti: evitabile, anche perché le gag sono fiacche e la grafica non è certo di alto livello.

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