Domenica

Orlando che ama donne e uomini

NON È MAI TROPPO TARDI

Orlando che ama donne e uomini

  • –di Asif

«Perché una volta che il male di leggere si è impadronito dell’organismo, lo indebolisce tanto da farne facile preda dell’altro flagello, che si annida nel calamaio e che suppura nella penna», cominciamo con questa citazione da Orlando di Virginia Woolf il commento alla puntata di Visionari a lei dedicata, condotta da Corrado Augias in seconda serata su Rai Tre.

Lo facciamo per due ragioni: da un lato, perché è proprio nell’alchimia della scrittura, - innovativa, ironica, irriverente - che si scopre il carattere rivoluzionario dell’autrice; dall’altro, perché la recente strage in un locale gay che ha provocato la morte di quarantanove innocenti si è consumata proprio in un posto che porta quel nome, Orlando. Certo è una coincidenza, ma una coincidenza particolarmente risuonante: il romanzo della Woolf infatti racconta la biografia di un personaggio curioso, ostile alle logiche patriarcali dell’epoca vittoriana, refrattario al matrimonio e, soprattutto, in grado di cambiare sesso, tanto da risvegliarsi donna un bel mattino.

«È un divertissement letterario nonché una vera e proprio dichiarazione d’amore saffico per Vita Sackville West, amata da Virginia - spiega Nadia Fusini, anglista, professoressa alla Normale di Pisa, sollecitata da Augias a spiegare perché sia giusto inserire la scrittrice inglese nella schiera dei suoi Visionari -, la Woolf è stata una vera visionaria, pacifista, in lotta per l’emancipazione femminile, che rinuncia agli agi borghesi per vivere una vita di libertà creativa e amorosa, dove si possono amare gli uomini e le donne».

«Io la chiamo la scrittrice del futuro -, rincara la dose Serena Dandini -, perché sapeva ironizzare sugli stereotipi di cui siamo ancora vittime oggi, nel 2016».

Augias ascolta, lascia parlare le sue interlocutrici (a un certo punto arriva anche Lea Melandri a spiegare quanto il femminismo sia vivo e vegeto, malgrado si faccia di tutto per nasconderlo), fa domande, legge qualche brano delle opere della Woolf e commenta con quella sua fermezza attenta, con quella sua pacatezza partecipe («troppo a lungo le donne sono state chiamate angeli del focolare, una definizione solo apparentemente benevola»). A suo agio
in un parterre tutto al femminile; contento di fare un passo indietro per lasciare spazio e voce alle sue ospiti. Curioso e mai affettato; garbato e mai cerimonioso. Certo Virginia Woolf è molto lontana dalla strage della Florida, ma che meraviglia se il suo Orlando, pubblicato nel 1928, riuscisse a insegnare oggi, davanti a quest’orrore, il valore inestimabile della libertà e dell’amore.

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