Domenica

Maschi tra altari e altarini

NON è MAI TROPPO TARDI

Maschi tra altari e altarini

  • –di Asif

Nel mondo patinato e luccicante delle pubblicità, i disturbi universalmente riconosciuti come imbarazzanti (emorroidi, diarrea, stitichezza, flatulenza, incontinenza, giganteschi aloni di sudore, distacchi improvvisi della dentiera) storicamente godono di testimonial femminili. Sono lontani i tempi della comunicazione “targettizzata” in cui le donne erano solite lanciarsi col paracadute proprio “in quei giorni”, e ammiccare alle codarde rimaste a casa, o lavare da fiumi di fango una squadra di figli grazie proprio “a quel detersivo” tramandato di madre in figlia: ormai alle quote rosa sono affidati tanti prodotti diversi.

Tutti però accomunati dalla sgradevolezza di fondo.

Rari - e infelici - sono gli esempi opposti, beni di consumo tipicamente femminili reclamizzati da maschi prestati alla causa: è il caso degli assorbenti igienici messi letteralmente in mano a uomini che non vedono l’ora di illustrarne gli incredibili vantaggi. Di cui loro, azzardiamo, difficilmente beneficeranno.

La stessa idea sta alla base del format Non ditelo alla sposa, dove tutte le gioie e le tragedie dell’organizzazione di un matrimonio ricadono sulle spalle del futuro marito, storicamente restio a individuare la bomboniera più graziosa e le partecipazioni più glitterate: al fortunato viene consegnato un malloppo (quindicimila euro) e un breve arco temporale (qualche settimana) per stabilire ogni dettaglio, compreso l’abito a meringa di lei.

Superfluo sottolineare in quanti intoppi si imbatta inevitabilmente il tapino (scarpe di tre numeri più grandi, chiese fuori mano, menù senza manco uno straccio di tris di primi), redarguito ogni due per tre dalla furibonda lei, di solito supportata da una caricaturale e quasi iconica suocera.

«Questo vestito è talmente bello che probabilmente rimarrò un pochino delusa da quello che sceglierà lui...», sospira la sposa sognante, «Eh no cara, rimarrai moltissimo delusa!», commenta la voce off, «Ci sta facendo penare, non vedo l’ora di sgridarlo!», chiosa la suocera, recitando il tradizionale anatema.

In conclusione, in Non ditelo alla sposa, vediamo numerosi uomini e donne in difficoltà, a disagio, alle prese con incombenze di cui non vorrebbero mai occuparsi o, al contrario, privati dei loro passatempi preferiti, per veicolare un messaggio chiaro: più i ruoli sono definiti, meglio funziona. I maschi devono occuparsi di cose da maschi, e le femmine devono occuparsi di cose da femmine. Emorroidi e confetti compresi.

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