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C’è dello sporco in Gran Bretagna

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C’è dello sporco in Gran Bretagna

Il momento storico è delicato: da una parte, assistiamo al crollo dei sistemi di valore, salutiamo di buon grado l’uscita di scena dei punti di riferimento – soppiantati con sempre maggior pregnanza da quelli di sospensione –; dall’altra, rincorriamo strenuamente nuovi appigli, nuovi idoli, nuovi spauracchi, magari più alla portata, più accessibili, a buon mercato: divinità surgelate, in pratiche monoporzioni, pronte per essere scongelate all’occorrenza.

Tutto questo, sia chiaro, televisivamente parlando.

L’olimpo catodico contemporaneo è abitato da figure ibride: novelli satiri, ridicoli sagittari, metà famosi e metà qualunque, metà di carne e metà di plastica, metà vivi e metà decomposti, cui si affiancano, talvolta, esemplari tutti di un pezzo, ma siccome si tratta per lo più di manifestazioni deprimenti – idiozie a tutto tondo, grullerie senza macchie – lasciamoli perdere e concentriamoci sui fauni.

Dopo aver visto esangui “magri” gareggiare contro affaticati “grassi” e sciatte donne in tuta punite da implacabili fashion stylist, è il turno di un altro scontro titanico: accumulatori seriali e zozzoni incalliti contro Malati di pulito. Con questo titolo va in onda su Real Time il programma che vede un folto numero di “germofobi” britannici, confidenzialmente bollati come portatori di “doc” (disturbo ossessivo-compulsivo), correre in soccorso dei Sepolti in casa (altro programma fiore all’occhiello della rete) e di tutti i sudicioni in genere.

«Con queste capre ho trovato quello che ho sempre cercato nella vita», commenta la signora che ha lasciato alle bestiole l’utilizzo di fornelli e poltrone; «io lavo il pavimento di casa 4 o 5 volte al giorno», risponde la malata di pulito mentre – in lacrime – comincia a indossare numerosi sacchetti di plastica per darsi alle matte pulizie; «sono stufa delle sessanta tonnellate di roba di mio marito», sospira l’esigente moglie, consolata dal padre divorziato che preferisce non vedere i propri figli, piuttosto che «dover gestire il loro disordine».

Chi vincerà? Quale comportamento avrà la meglio e si aggiudicherà il podio nel reality-darwinismo?

Ma soprattutto: cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime sfide? Che succederà quando si incontreranno i mangioni con i pasticceri? O le spose alla ricerca dell’abito dei sogni con i tizi affetti da malattie imbarazzati? Le cheerleader con le ostetriche? Le suocere con i sesso-dipendenti? I gatti indemoniati coi mariti fedifraghi?

Sarebbe bello che la risposta fosse appannaggio dei posteri, ma qualcosa ci dice che, ahimè, toccherà a noi scoprirlo.

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