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Dossier Per bambini che chiamano le cose con un altro nome

Dossier | N. 3 articoliC’è qualcuno che sa leggere? / Le rubriche

Per bambini che chiamano le cose con un altro nome

«Oggi qui si inaugura il Dipartimento Parole Imparavolate (ovvero che parlano molto). Il Dipartimento opererà su questo giornale con il fine di: trasmettere ai bambini l’importanza e la bellezza delle parole attraverso il gioco, l’interpretazione e la rappresentazione; porre l’accento sull’allegria del linguaggio e dell’immaginario; mantenere lo sguardo libero, alto e lieto».

Chi si interessa di arte contemporanea o è appassionato di linguistica potrebbe già essersi imbattuto nell’URPS: «Ente preposto al recupero di parole smarrite, benché utilissime alla vita sulla terra». L’artefice di questo Ufficio, fondato a Milano nel 2009, è Sabrina D’Alessandro, artista e archeologa del linguaggio. Il suo lavoro consiste nel ricercare parole dimenticate per poi restituirle alla memoria “resuscitate” attraverso l’espressione artistica. Le parole riscoperte da Sabrina D’Alessandro sono arcaiche, ma sorprendenti per il loro modo di risuonare e di far risuonare la realtà, ribaltando la nostra tendenza a prenderci troppo sul serio.

Quante sinforose conosciamo, quanti malvoni, salapuzi e ponzatori? «Chiamare le cose con un altro nome per vederle meglio». Una cosa che noi adulti evitiamo di fare, ma che i bambini sanno fare benissimo. Non a caso il dipartimento che qui si inaugura, con le finalità di cui sopra, è dedicato ai bambini e alla loro capacità di vedere e immaginare.

Ogni settimana l’URPS proporrà una parola altrimenti smarrita da resuscitare. La sinforosa illustrata da una bambina di quinta elementare è il primo esempio, le illustrazioni delle prossime parole saranno quelle dei vostri bambini. Mandateci i loro disegni e pubblicheremo di volta in volta i più imparavolati. La resurrezione dell’immaginario (di noi adulti), verrà da sé.

www.ufficioresurrezione.com

L'archivio di parole imparavolate

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