Domenica

Le sfere di Mediaset

NON È MAI PTROPPO TARDI

Le sfere di Mediaset

  • – di Asif

Attenzione! Si avvisano i gentili lettori che il seguente articolo nasconde alcune trappole retoriche. Dove sta la novità? – si chiederanno gli osservatori più attenti – ebbene, nel fatto che le suddette vengono proposte non per nutrire le consuete schermaglie lessicali, bensì per stimolare un minuto esercizio di lettura, un ripasso da sussidiario. Il brano dunque contiene: un iperbato, un asindeto, un’allusione, alcune allegorie, una sineddoche, una litote, una citazione riadattata, una falsa etimologia, un falso accrescitivo, una vera (o quantomeno verosimile) similitudine. Inoltre troverete, qua e là, qualche perifrasi, qualche inciso, e un po’ di prosopopea, come al solito.

È stata una settimana circolare in casa Mediaset, di ripetizioni costellata, e caratterizzata dal richiamo inusuale, intermittente, insistito, a una certa forma geometrica: la sanguigna Venier, elefantessa – pardon: presidentessa – della giuria popolare di Tu sì que vales, barrisce con veemenza contro un concorrente, asso del tutù con qualche ingranaggio rotatorio fuori posto, colpevole di averle rotto le non cubiche, per poi liquidarlo con un esauriente “vaffa”; a lei si aggiunge la soavità rotonda dell’Alfonso Signorini, formichiere – pardon: consigliere – al Grande Fratello Vip, il quale, osservando la flemma di una rinchiusa celebre, e non riuscendo ad accomiatare quello spirto guerrier ch’entro lo rugge, prorompe in un biblico «hai rotto gli zebedei!»; completa, infine, la triade palliforme, la compassata (ovvero: eseguita col compasso) Belén Rodriguez, farfallina – pardon: velina – sempre dal palco di Tu sì que vales, la quale, in preda alla commozione, al cospetto di un Magone in grado di interloquire con i morti, s’affida alla scaramanzia, aggrappandosi saldamente a quanto di più tondo ella possiede, come un naufrago alle ciambelle galleggianti.

E dunque, cari lettori, avete individuato tutte le figuracce retoriche?

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