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L’attualità «senza filtri», dal popolo di Trump alla…

il nuovo ciclo su sky atlantic

L’attualità «senza filtri», dal popolo di Trump alla furia degli ultras

Una scena del docufilm “Disunited States of America”
Una scena del docufilm “Disunited States of America”

Motociclisti capelloni che sfrecciano sullo sfondo di bellissimi tramonti americani, vecchiette, casalinghe, paciosi impiegati, si allenano a sparare in un poligono di tiro. Due ragazze italiane sul lettino del chirurgo si fanno iniettare botulino come andassero a comprare una maglietta, tre ergastolani raccontano cosa vuol dire «fine pena mai». La vita delle vittime degli attentati di Boston e la telefonata in un commissariato di Bergamo che annuncia la scomparsa di una tredicenne di nome Yara.

«Il racconto del reale», ciclo che parte questo weekend su Sky Atlantic HD e Sky On, ha una fiducia cieca nelle immagini più delle parole, meglio di qualsiasi spiegazione. Il primo docufilm in onda domenica 13 novembre alle 23.15 è perfetto esempio di questo progetto, che include produzioni italiane e titoli stranieri: si intitola «Ultimo stadio», racconta la finale di Coppa Italia Fiorentina-Napoli del maggio 2014 a Roma in cui morì Ciro Esposito, tifoso 29enne ucciso fuori dallo stadio, in quei lunghi momenti del pre e dopo partita occasione e palcoscenico della violenza degli ultras. Nessuna voce fuori campo, nessuna intervista, solo i filmati della polizia e le riprese dei telefonini, al massimo dialoghi tra poliziotti che davanti a due ultras sul punto di iniziare una rissa commentano «solo uno scambio di opinioni, niente di che». Una estremizzazione del «Show don’t tell» che risponde, spiegano i produttori, alle stanche formule giornalistiche della tv generalista, in particolare i talk show.

L’attualità interessa ma i linguaggi di inchiesta e reportage si mischiano a quelli di serie tv e film. Siano girati come il recupero di un barcone di migranti affondato nel Canale di Sicilia, o le suggestive riprese e colonne sonore di «Disunited States of America», docufilm del regista di serie tv spagnolo Luis Prieto che ha seguito sei famiglie blue collar e la loro vita quotidiana, quella working class ora alla ribalta perché ribattezzata «popolo di Trump». Altro regista coinvolto nella serie è Mimmo Calopresti, ne «La fabbrica fantasma» mostra la desolata frontiera fra Ucraina e Ungheria «dove passano migranti, sigarette e qualsiasi cosa che crea profitto».

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