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Documentari protagonisti al Festival dei Popoli

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Documentari protagonisti al Festival dei Popoli

Una scena dal film “Une jeune fille de 90 ans”
Una scena dal film “Une jeune fille de 90 ans”

Il cinema documentario torna protagonista a Firenze: dal 25 novembre al 2 dicembre è in programma nel capoluogo toscano l'edizione 2016 del Festival dei Popoli, storica kermesse dedicata ai documentari e giunta al cinquantasettesimo anno di vita.
Più di 70 le opere, in anteprima mondiale, europea o italiana, di cui 21 concorreranno all'interno della sezione Concorso internazionale e 6 parteciperanno al Concorso italiano.

A inaugurare la manifestazione, in prima serata l'attore Elio Germano presenterà il corto «No Borders» del regista fiorentino Haider Rashid, uno spaccato sulla vita quotidiana nei centri di accoglienza per migranti in Italia e a seguire sarà il momento della prima mondiale di «Un altro me» di Claudio Casazza: al centro di questo lavoro ci sono tre condannati per reati sessuali che, una volta usciti dal carcere di Bollate dove sono reclusi, ne potrebbero commettere altri. Un'equipe di criminologi e terapeuti porta avanti con loro il primo esperimento in Italia per evitare che questo accada.

Grande protagonista della kermesse di quest'anno è la musica, che verrà rappresentata da lavori del calibro di «David Bowie, l'homme cent visages ou le fantôme d'herouville» di Christophe Conte e Gaetan Chataigne, intenso documentario che ripercorre la geniale carriera di Bowie attraverso preziose immagini d'archivio, o «Eat that question» di Thorsten Schutte, in cui Frank Zappa racconta la sua vita e la sua opera.

Oltre a questi, nella sezione Hit Me With Music! troviamo «Fonko» di Göran Olsson, Lars Lovén e Lamin Daniel Jadama, sulla rivoluzione musicale che sta avvenendo in Africa, dove la musica dei club si fonde con gli stili tradizionali, e «The Rolling Stones Olé Olé Olé!: A Trip Across Latin America», il road movie di Paul Dugdale che segue la mitica band durante il tour che, nel 2016, li ha portati in dieci città dell'America Latina.

Tra le novità di quest'anno un focus sui rifugiati dal titolo “Looking for Neverland”, composto da 12 titoli che trattano il tema dell'immigrazione, mentre nel gruppo Concorso Italiano ci sono sei documentari: «Castro» di Paolo Civati, «Hotel Splendid» di Mauro Bucci, «La prima meta» di Enza Negroni, «Mani nostre» di Caterina Pecchioli, «Vergot» di Cecilia Bozza Wolf e «Vita Nova» di Danilo Monte e Laura D'Amore.
Infine, da segnalare gli eventi speciali, a partire dalla presentazione in anteprima italiana, e alla presenza degli autori, di «Une jeune fille de 90 ans», esordio nel documentario di Valeria Bruni Tedeschi che, insieme a Yann Cordian, ha realizzato il ritratto delicato di un'anziana ammalata di Alzheimer alle prese con una nuova passione.

Da non perdere anche «Weiner», il film di Josh Kriegman e Elyse Steinberg che segue la corsa di Anthony Weiner per diventare sindaco di New York nel 2013, crollata di fronte agli scandali sessuali che hanno portato alla crisi con la moglie Huma Abedin, la più fidata consigliera di Hillary Clinton, e poi «La Chambre Vide» di Jasna Krajinovic, ambientato nella Bruxelles post-attentato che racconta la storia di Sabri, diciannovenne fuggito in Siria per combattere la Jihad, e di sua madre, impegnata in un'associazione di famiglie i cui figli hanno aderito al terrorismo islamico.

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