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La qualità dei media

comunicazione / criteri di scelta

La qualità dei media

(Fotolia)
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Non è facile definire le caratteristiche qualitative di prodotti simbolici come quelli dei media; è certamente più agevole valutare la qualità di oggetti concreti e destinati a usi funzionali come, per esempio, quelli messi in campo dall'attività industriale. È tuttavia possibile tentare un approccio chiarificatore, magari non esaustivo, anche a proposito dei media. Innanzitutto, è opportuno distinguere due prospettive di indagine e di valutazione: quella della distinzione fra informazione e fiction e quella del rapporto fra dimensione estetica e dimensione etica. Si tratta di due prospettive reciprocamente intrecciate e sempre compresenti l'una all'altra, anche se nella valutazione qualitativa dell'informazione prevale solitamente la componente etica e nell'ambito della fiction quella estetica.

L'attività informativa caratterizza la sua qualità in funzione del prevalere della verità sull'opinione (a meno che questa non sia dichiarata come tale); del racconto (ogni notizia è un racconto) sul commento. Il livello qualitativo si fonda inoltre sulla completezza dei dati forniti (si può mentire proponendo verità parziali); sulla credibilità delle fonti; sull'impegno nel conseguire un rapporto corretto con la realtà; sul non consentire che il senso del discorso sia costruito dalla “scrittura” del testo; sull'onestà degli eventuali suggerimenti di linee interpretative, finalizzate a non abbandonare il fruitore nel mare confuso delle opinioni contrastanti (per esempio, gli “a favore” e i “contro” messi in atto da tanti quotidiani).

Per quanto riguarda la fiction, il problema della verità sfuma quasi sempre in quello della verosimiglianza, intesa nel senso forte, aristotelico, di ciò che potrebbe effettivamente accadere, soprattutto al livello dei principi e dei valori in gioco. I valori sui quali si costruisce la fiction, appunto, hanno una grande rilevanza diffusiva ed esemplare: debbono quindi fare riferimento a prospettive umanistiche e derivate dal quotidiano della vita comune, come attestano gli insucessi di film e di serial televisivi che si arrampicano lungo le ripide strade dell'incredibilità e della trasgressività.

Dal punto di vista estetico, i problemi di qualità riguardano le forme, lo stile, la “scrittura” praticata anche nell'ambito degli audiovisivi. Si sono rivelati ormai come obsoleti e deleteri, frutti di un crocianesimo d'accatto, il distacco fra la dimensione estetica e quella etica e l'attribuzione di un forte privilegio alla prima.

Estetica ed etica possono e debbono convivere, intrecciarsi reciprocamente: hanno bisogno l'una dell'altra, se si vuole ottenere una qualità mediatica elevata ed efficace.

Nel caso contrario, oggi purtroppo frequentemente vissuto, si generano confusione, alterazione dei riferimenti comunicativi, disprezzo nei confronti dell'utente e della sua crescita culturale. Si generano, soprattutto, spazi di coercizione, di soffocamento, di persuasione scorretta (quella che già Platone, pensando ai discorsi dei sofisti, definiva come “cattiva”).

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