Domenica

Corpo a corpo con i pupi

palermo

Corpo a corpo con i pupi

Nuovi linguaggi espressivi, da sinistra, Virglio Sieni e Mimmo Cuticchio che regge i fili del suo pupo
Nuovi linguaggi espressivi, da sinistra, Virglio Sieni e Mimmo Cuticchio che regge i fili del suo pupo

I pupi paladini mettono le spade in resta; questione di un attimo: a gran velocità parte il combattimento tanto atteso. Gli elmi col pennacchio, le corazze sferraglianti, le armi che si incrociano e stridono: nel silenzio si odono anche i passi dei pupari. Evocando gli eroi dell’Ariosto, Mimmo Cuticchio e Nino, il fratello, in uno strano modo danzano, con le schiene erette e le imponenti figure altere… E infatti, in questo preciso momento di Atlante _l’umano del gesto, Virgilio Sieni, il coreografo-ballerino, non è in scena. Forse ha deciso di lasciare spazio alla fetta più ampia del patrimonio dei Cuticchio, celebri nel mondo: le gesta di Orlando e dei paladini di Carlo Magno, o forse di mostrare al pubblico proprio le posture e i movimenti di chi armeggia coi fili dei pupi e governa il centro di gravità di ogni loro movimento “dall’interno della figura”. Così le membra di ogni fantoccio in legno, altrimenti pendule, seguitano a muoversi senza soccorso: “in maniera affatto meccanica, da sé”, come già aveva puntualizzato, all’inizio dell’Ottocento, Heinrich von Kleist nel suo Il teatro delle marionette, succinto saggio, gemma di estetica metafisica.

Secondo von Kleist la marionetta possiede una grazia innocente e l’innocenza è uno stato dell’anima... filosofici pensieri attraversano Atlante_l’umano del gesto. Siamo al Real Teatro di Santa Cecilia e sul suo inadatto palcoscenico - questa è una sorta di clubhouse per concerti jazz - si sono incontrati i Cuticchio e Sieni per dar vita a un inedito progetto triennale “sui linguaggi del corpo e l’Opera dei Pupi” destinato a culminare, nel 2018, a “Manifesta 12”, la Biennale d’arte nomade questa volta palermitana. In realtà, il debutto di Atlante_ l’umano del gesto avrebbe dovuto essere al Teatro Garibaldi, invece inspiegabilmente sottratto ai due artisti, per inagibilità, proprio durante un seminario propedeutico destinato a molti giovani. Ma li dovrà tornare spandendo le sue tentacolari malie dal quartiere della Kalsa all’intera città.

Nel silenzio iniziale Sieni, in costumi quasi di prova, si confronta con un primo pupo “nudo” e mostra la bellezza del corpo vivo, intento a seguire la perfezione dell’essere inconsapevole. Pesta i piedi, cade a terra e come lui si trascina; mentre frenetico è il rapporto con un secondo pupo, un pupo-nano vestito di grigio: affanno nei gesti concitati, e di profilo che l’incantevole Mimmo, barba e capelli lunghi, sembra adocchiare dall’alto, con nobile distacco contagioso per il coreografo-ballerino in cerca di una gestuale naturalezza. Un organetto rosso, attivato, spezza il silenzio per un ballo a tre; ma da dietro un siparietto nero, - dal quale Sieni e un altro pupo possono anche dialogare in alto, in cerca del cielo -, Cuticchio canta, o lancia i suoi “trallalalà”. Il silenzio sarà infine rotto anche dalla sussurrata narrazione della morte di Orlando e del suo cavallo bianco Vegliantino, che si accascia con un realismo straziante.

Magnifici sono i momenti in cui il corpo del danzatore si avvinghia a quello dei pupi - un angelo in volo altalenante, un diavolo in picchiata a terra -, o quando si presta a portare sulla sua schiena un corpo di legno che acquista anche la sua energia vitale. E mirabolanti sono le pirouette aeree di una marionetta in gonna di pizzo grigia e bastone: i voli di Sieni terminano cullando quell’essere trionfante sulla gravità perché la forza che lo solleva è più forte di ogni trazione a terra. Non c’è trama in questo susseguirsi di momenti magici, solo un insieme di frammenti in cui si apprezzano certi slanci longilinei del danzatore in estri minimalisti, soprattutto. Atlante_l’umano del gesto ha, comunque, nell’insieme, il fascino ruvido e senza effetti di un amore in boccio. Umano e inumano, vivo e morto, naturale e artificiale, profano e sacro, popolare e nobile, tradizionale e contemporaneo: la marionetta, alias il pupo, han tanti misteri aerei e non da svelare; la danza ha un credo da cui attingere anche se è figlia di Atlante, e come il titano sostiene con la sola nuca e la forza delle braccia la volta celeste, ossia la sua terrigna fragilità.
Atlante_l’umano del gesto, Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni, Real Teatro di Santa Cecilia, Palermo, progetto in fieri sino al 2018

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