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Sincero e toccante «Life, Animated» colpisce al cuore

Cinema

Sincero e toccante «Life, Animated» colpisce al cuore

Life, Animated
Life, Animated

Il cinema documentario è ancora grande protagonista nelle nostre sale: dopo il potente «Austerlitz», distribuito la scorsa settimana, tra le novità di questo weekend c'è l'emozionante «Life, Animated» di Roger Ross Williams.
Il documentarista americano racconta la vita di Owen Suskind, un ragazzo di 23 anni affetto da autismo, che è riuscito a trovare il modo di comunicare con il mondo esterno attraverso i film della Disney. Per lui le storie di «Dumbo», «La sirenetta» e «Il re Leone» sono state delle vere e proprie lezioni di vita.
Operazione toccante e originale, «Life, Animated» è un lungometraggio da vedere, capace di far riflettere e coinvolgere dall'inizio alla fine: Roger Ross Williams mescola filmati della famiglia Suskind con inserti d'animazione realizzati con notevole padronanza tecnica.

In alcuni momenti il regista indugia un po' troppo sul registro patetico, ma il risultato è comunque sincero e di ottimo spessore, oltre che capace di toccare corde emotive profondissime in diversi momenti.
Meritava infatti di essere raccontata la vicenda di Owen Suskind, amante soprattutto dei comprimari dei film Disney più che dei personaggi principali.
Premiato al Sundance Film Festival del 2016, «Life, Animated» è uno dei cinque candidati all'Oscar per il miglior documentario: tra i suoi sfidanti c'è anche «Fuocoammare» di Gianfranco Rosi.

Molto meno avvincente è «Sleepless – Il giustiziere» di Baran bo Odar con Jamie Foxx.
L'attore interpreta Vincent Downs, un tenente sotto copertura che si ritrova accidentalmente coinvolto nella sparizione di una partita di droga che attira contro di lui l'ira di due boss della malavita. Uno di questi fa rapire suo figlio e Vincent inizierà una corsa contro il tempo per riuscire a salvarlo.
Prevedibile e banale, questo thriller che sa molto di già visto, non riesce mai a intrattenere nel modo giusto e ogni colpo di scena è a dir poco scontato.
Evitabile, anche perché sia Jamie Foxx che il resto del cast (da Michelle Monaghan a Dermot Mulroney) non sembrano crederci praticamente mai. La mano poco esperta del regista svizzero, inoltre, non riesce a impartire il giusto ritmo all'azione.

Infine, da segnalare anche l'uscita de «La battaglia di Hacksaw Ridge» di Mel Gibson, presentato fuori concorso all'ultima Mostra di Venezia.
Durante la battaglia di Okinawa (una delle più cruente della Seconda guerra mondiale), il giovane obiettore di coscienza Desmond Doss non solo decide di partecipare al conflitto senza alcuna arma, ma riesce nella miracolosa impresa di salvare 75 uomini, divenendo così un eroe degno della Medaglia d'Onore del Congresso.
Ispirato a un fatto storico di indubbio interesse, «La battaglia di Hacksaw Ridge» segna il ritorno di Mel Gibson dietro la macchina da presa a dieci anni di distanza da «Apocalypto».
Non mancano gli spunti visivi e narrativi in questo lungometraggio (a partire dall'approfondimento sul protagonista), ma Gibson opta per una messinscena eccessivamente enfatica e retorica che non rende giustizia alle diverse suggestioni iniziali. La sensazione, così, è quella di trovarsi di fronte a un'occasione sprecata, che avrebbe necessitato di maggiore cura in fase di scrittura e anche nei tempi di montaggio.
Peccato, perché con maggiore equilibrio stilistico poteva essere un film quantomeno di buon livello.

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