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Una ballerina da sogno

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Una ballerina da sogno

«Ballerina», film d'animazione francese
«Ballerina», film d'animazione francese

Un'altra settimana all'insegna dell'animazione: dopo il divertente «Lego Batman – Il film», uscito lo scorso weekend, è il turno di «Ballerina», film d'animazione francese che ha come protagonista una ragazzina che sogna di danzare al teatro dell'Opéra di Parigi. Dall'istituto in cui si trova, fuggirà insieme all'amico Victor per raggiungere la capitale e realizzare le proprie aspirazioni.
Classico film con al centro il messaggio di “credere sempre nei propri sogni”, «Ballerina» è un godibile lungometraggio animato, perfetto soprattutto per le tante bambine che potranno immedesimarsi con la giovanissima protagonista.

La narrazione è piuttosto convenzionale e il tratto visivo canonico, ma è un esempio efficace per mostrare (anche ai più piccoli) come esista un modello d'animazione diverso da quello americano a cui siamo abituati: si tratta infatti di una co-produzione franco-canadese, firmata dai registi Eric Summer e Éric Warin.
Nella versione originale la piccola protagonista è doppiata da Elle Fanning, attrice che è già stata Aurora in «Maleficent» e al centro di «The Neon Demon», ultimo film di Nicolas Winding Refn.

Tra le novità del weekend c'è anche «Mamma o papà?» di Riccardo Milani con Paola Cortellesi e Antonio Albanese.
I due interpretano Valeria e Nicola, una coppia sposata che sceglie di comune accordo la strada del divorzio. Dopo aver comunicato la decisione ai tre figli, i due cominceranno un'aspra battaglia per l'affidamento, con una piccola particolarità: nessuno dei due vuole assumersi questa responsabilità. Remake del francese «Papa ou maman?» (2015) di Martin Bourboulon, «Mamma o papà?» è una commedia di debole fattura, incapace di coinvolgere come dovrebbe.
Le situazioni narrative sono piuttosto assurde e poco credibili, fatto abbastanza grave per una pellicola che tratta un tema delicato come quello del divorzio.
Si fatica ad arrivare in fondo e anche gli attori non fanno molto per invertire la tendenza negativa riscontrabile già dai primi minuti.

Infine, una menzione per «Resident Evil: The Final Chapter» di Paul W. S. Anderson con Milla Jovovich.
L'attrice torna a vestire i panni di Alice, unica sopravvissuta del gruppo che avrebbe dovuto combattere le orde dei non morti, costretta a fare ritorno al luogo dove tutto ha avuto inizio: Raccoon City. Qui la Umbrella Corporation sta radunando le sue forze per sferrare un colpo letale contro gli unici superstiti all'Apocalisse.

Sesto capitolo cinematografico ispirato alla popolare saga di videogiochi del genere “survival horror” creata dalla Capcom, «Resident Evil: The Final Chapter» non riesce a rialzare le sorti di un franchise che sul grande schermo non ha mai dimostrato grande qualità.
Il copione è grossolano e la regia, come sempre, sopra le righe: si salva davvero poco, o nulla, in questo stanco lungometraggio che (di)mostra tanti muscoli e poco cervello.

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