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A Berlino trionfa «On Body and Soul» di Ildikó Enyedi

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A Berlino trionfa «On Body and Soul» di Ildikó Enyedi

Ildiko Enyedi  (Ap)
Ildiko Enyedi (Ap)

L’Orso d’oro va all'Ungheria: «On Body and Soul» di Ildikó Enyedi ha vinto il premio più importante del sessantasettesimo Festival di Berlino. Era dal 2009 (anno de «Il canto di Paloma» di Claudia Llosa) che il riconoscimento principale della kermesse non andava a una regista donna. «On Body and Soul», che racconta una curiosa storia d’amore nata in un mattatoio nei pressi di Budapest, è una pellicola complessa e stratificata, che tocca il tema della solitudine e della psicoanalisi. Gran Premio della Giuria all'intenso «Félicité», film diretto dal regista franco-senegalese Alain Gomis, con protagonista la bravissima esordiente Véro Tshanda Beya.

Anche il titolo di miglior regista mette d'accordo tutti: premiato il grande Aki Kaurismäki per «The Other Side of Hope», una pellicola di grande spessore umano, capace di sdrammatizzare la tragica vicenda al centro della storia (un profugo siriano che cerca asilo politico in Finlandia) con un'ironia sottile e intelligente. L'Orso d'argento come miglior attore è andato all'austriaco Georg Friedrich, protagonista del film tedesco «Bright Nights» di Thomas Arslan, mentre quello come miglior attrice alla sudcoreana Kim Min-hee per «On the Beach at Night Alone» di Hong Sang-soo.

La giuria, presieduta dal regista Paul Verhoeven, ha inoltre assegnato il premio per la miglior sceneggiatura al cileno «A Fantastic Woman», quello per il miglior contributo tecnico al romeno «Ana, mon amour», mentre l'Afred Bauer Award è andato a «Spoor» della polacca Agnieszka Holland. Il titolo di miglior opera prima, invece, allo spagnolo «Summer 1993» di Carla Simón, inserito nella sezione Generation Kplus, mentre il riconoscimento al miglior documentario originale a «Ghost Hunting» del palestinese Raed Andoni.

Infine, da segnalare che nella sezione Panorama, dove la giuria sono gli spettatori, il pubblico ha decretato il successo del belga «Insyriated» di Philippe Van Leeuw come miglior film di finzione e di «I Am Not Your Negro» di Raoul Peck come miglior documentario.

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