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Gaffe agli Oscar, Pwc si scusa: è colpa nostra

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Gaffe agli Oscar, Pwc si scusa: è colpa nostra

Il produttore Jordan Horowitz rettifica l’annuncio di Warren Beatty e Faye Dunaway e mostra la busta giusta
Il produttore Jordan Horowitz rettifica l’annuncio di Warren Beatty e Faye Dunaway e mostra la busta giusta

Ore dopo la gaffe degli Oscar 2017 in cui ha brillato solo l’elegante e deciso fair play di Jason Horowitz, trentaseienne produttore di La La Land, il film premiato per errore al posto del vero vincitore Moonlight, il colpevole confessa e si scusa. Non è stato un autore sbadato, completamente scagionati Faye Dunaway e l’ottantenne Warren Beatty, la busta sbagliata che ha creato l’equivoco davanti a milioni di telespettatori è stato un errore di PricewaterhouseCoopers.

Pwc, la multinazionale della consulenza, leader della revisione dei conti, ammette di aver scambiato le buste e così generato la confusione sul palco risolta con piglio decisionista da Horowitz.

Da 83 anni la multinazionale esperta di bilanci partecipa alla massima festa del cinema mondiale proprio per una questione di reputazione oltre che per fare affari a Hollywood e dintorni. PwC raccoglie e conta i voti, predispone le buste, custodisce fino alla cerimonia i nomi dei vincitori, semplici operazioni che in uno show italiano farebbe il notaio. La collaborazione ha funzionato per decenni fino a ieri notte.

Così una società leader della contabilità ha un po’ danneggiato la sua stessa reputazione - un errore di precisione, in teoria il suo core business - con un incidente che non ha precedenti in 89 anni di storia degli Oscar, se si eccettua una cosa .

Stamattina PwC ha rivelato che le buste in mano a Warren Beatty e Faye Dunaway sono state scambiate. Dunaway ha così riletto il premio appena consegnato a Emma Stone, miglior attrice per La La Land, che per errore è stato proclamato vincitore come miglior film a posto di Moonlight.

«Abbiamo aperto un’indagine per scoprire come è potuto succedere, siamo profondamente dispiaciuti per tutto questo», scrive in una dichiarazione via e-mail una portavoce di Pwc, Caroline Nolan.

La gaffe in diretta mondiale certo fa più male a una società che fa dell’accuratezza il suo core product che allo show business di Hollywood. Soltanto due top manager di Pwc sapevano tutti i vincitori prima della premiazione, è sempre stato così e così continuerà a essere.

La società ha rimendiato assumendosi la completa responsabilità, la collaborazione con gli Oscar continuerà perché Pwc ha sempre assicurato la massima segretezza dei risultati.

Il giorno dopo fa anche il nome del prevedibile colpevole, è Brian Cullinan, l’auditor di PwC presente alla notte degli Oscar assieme alla collega Martha Ruiz (i due accanto nella foto). È stato Culligan a dare in mano a Beatty la busta sbagliata e, gli rimprovera l’azienda, non è stato abbastanza veloce da correggere il colossale sbaglio. Che non può essere paragonato alla svista del 1964 quando venne annunciato il nome sbagliato nella categoria migliore canzone, ci si accorse immediatamente dello sbaglio e salì sul palco il vero vincitore Andre Previn per Irma la dolce.

Articolo aggiornato il 28 febbraio



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