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Vanessa Bell, prima retrospettiva della pittrice sorella di Virginia Woolf

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Vanessa Bell, prima retrospettiva della pittrice sorella di Virginia Woolf

LONDRA - A volte la vita di un'artista è inseparabile dalla sua arte, a volte tende invece a dominare e perfino oscurare le sue opere. È il caso di Vanessa Bell, pittrice la cui arte è finita spesso in secondo piano mentre l'attenzione si concentrava sulla sua vita decisamente bohémienne e sulle illustri parentele e amicizie.
Sorella della scrittrice Virginia Woolf, moglie del critico d'arte Clive Bell, amante di Roger Fry e Duncan Grant, amica dell'economista John Maynard Keynes e dello scrittore Lytton Strachey, la Bell è stata l'anima del circolo londinese di Bloomsbury, ricreando poi il gruppo nella sua casa-studio-museo di Charleston nella campagna inglese.

Il risultato è che l'affetto denso di rivalità con la sorella scrittrice e la sua vita più ricca di avventure e colpi di scena di una telenovela hanno colto l'immaginazione a scapito della sua arte.

La prima grande retrospettiva dedicata a Vanessa Bell alla Dulwich Picture Gallery ora tenta con successo di puntare i riflettori sulla sua abilità di pittrice e sensibilità di artista. La sua inclinazione si era mostrata presto tanto quella della sorella: già da bambine le due amavano passare le giornate nella stessa stanza, Virginia a scrivere e Vanessa a disegnare e dipingere. «Vivo in un mondo di forme e colori», disse. «Una grande artista comunica cosa sente, non cosa vede».

Allieva molto grata di John Singer Sargent alla Royal Academy, Vanessa Stephen – questo il suo cognome di ragazza – rivela il suo talento soprattutto nei ritratti, tra i quali spiccano quelli della sorella. Nell'intenso ritratto del 1912 le fattezze di Virginia sono sfocate, ma la posa rivela tutta l'infelicità della persona, sottolineata e non sminuita dall'armonia di colori che la incorniciano. In contrasto il ritratto del figlio neonato, con poche decise pennellate e un uso felice del colore, è un'ode alle gioie della maternità ma senza alcuna concessione al sentimentalismo.

I paesaggi e le nature morte della Bell sono altrettanto radicali, con un uso deciso del colore e una vitalità e sensualità sempre presenti, fiori carnali da accarezzare, limoni da prendere in mano e annusare, stoffe da sfiorare con le dita.

L'arte della Bell è figurativa, ma l'artista, sempre pronta a sperimentare, ha anche incorporato elementi dell'arte astratta nei suoi quadri ma soprattutto nelle sue opere grafiche, come i disegni per le copertine delle prime edizioni dei libri della sorella. Il quadro che è considerato il suo capolavoro, ‘Studland Beach' del 1912, riesce ancora oggi a essere sorprendente, radicale e assolutamente unico e inimitabile, una geniale riduzione di un paesaggio marino agli elementi essenziali di forme e colore, ma con un senso di mistero quasi mistico.

Quello che davvero unisce la vita e l'opera della Bell è l'intrepida determinazione a seguire la sua strada e le sue inclinazioni, senza mai scendere a compromessi. Dimostrazione di una forte personalità, di un grande talento e alla fine di una vita vissuta con passione e coraggio, fino alla morte a 81 anni circondata da figli, nipoti, marito, amanti e amici. Il contrasto con la sorella tormentata e suicida è uno che la stessa Woolf aveva intuito molto tempo prima, scrivendo nel 1934 che «le parole sono un mezzo impuro. Sarebbe stato molto meglio essere nata nel regno silenzioso della pittura».

Vanessa Bell
Fino al 4 giugno 2017
Dulwich Picture Gallery, Londra

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