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«Il trionfo del sesso femminile», l’abate Dinouart e la…

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«Il trionfo del sesso femminile», l’abate Dinouart e la parità di genere

Ansa
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È noto che l'8 marzo si celebra la Giornata Internazionale della Donna, il più delle volte chiamata semplicemente Festa della Donna. Una ricorrenza che divenne un appuntamento nel secolo scorso: negli Stati Uniti si iniziò a ricordarla nel 1909, in Italia nel 1922. Indipendentemente dalle discussioni sulla sua origine, forse è il caso di ricordare che questo è anche un giorno importante per non dimenticare i diritti ancora negati al gentil sesso in molte parti del mondo, ma è anche un'occasione per ringraziare un abate settecentesco, Joseph-Antoine-Toussaint-Dinouart, che pensò alla dignità della donna in un'epoca in cui la ragione sostituì molti pregiudizi. Chi era costui?

Rispondiamo segnalando innanzitutto che fu autore di un'opera femminista “ante litteram”, nella quale dimostrava che la donna è uguale all'uomo ed è ingiusto considerarla e trattarla da inferiore. Il pamphlet, dal titolo “Le triomphe du Sexe”, fu pubblicato ad Amsterdam da Ignace Racon nel 1749 (l'autore figurava come “Monsieur D…”); ora l'operina esce, tradotta da Annalisa Marchianò, con una prefazione di Nicola Muschitiello, in prima traduzione italiana con il titolo “Il trionfo del sesso femminile” (Edizioni Pendragon, pp. 96, euro 12).

L'abate ricorda e pone in evidenza che “Dio ha creato a sua immagine sia l'uomo che la donna”, dando alle rispettive anime le medesime facoltà e virtù; inoltre egli assicura che il peccato non ha distrutto questa eguaglianza e che la dipendenza della donna non è una conseguenza della sua creazione. Scrivendo il contrario di quel che allora si pensava, questo religioso ribadisce – per esempio nel IV capitolo – che la donna non è inferiore all'uomo se non “per la dipendenza civile alla quale la provvidenza l'ha assoggettata”. Per non alimentare dubbi, l'autore del pamphlet spiega anche – capitolo V – alcuni passi di Paolo confutando le prove dei teologi che “ne abusano per dimostrare la superiorità dell'uomo”. Si prosegue poi con l'ingiustizia delle leggi, con esempi che provano la capacità della donna nelle questioni di governo e nell'ambito della scienza.

Predicatore, polemista, in gioventù votato alla poesia latina, l'abate Dinouart per l'opera ora tradotta in italiano fu scomunicato e sarà autore, tra l'altro, di numerosi altri libri, di cui va segnalata “L'arte di tacere, principalmente in materia di religione”, trattatello uscito a Parigi nel 1771 (tradotto in Italia per Sellerio, Elliot e Castelvecchi). Con una citazione tratta da quest'ultimo, ci accomiatiamo da lui: “In generale è sicuramente meno rischioso tacere che parlare”.

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