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«My brilliant friend», in scena a Londra i romanzi di…

al Rose theatre di kingston

«My brilliant friend», in scena a Londra i romanzi di Elena Ferrante

“My brillliant friend” al Rose Theatre di Kingston
“My brillliant friend” al Rose Theatre di Kingston

Gli adattamenti teatrali di romanzi di successo sono sempre un campo minato, perché ogni lettore ha un’idea in mente della storia e dei personaggi che raramente coincide con quello che vede sul palcoscenico. La missione che si è posta April De Angelis è quindi particolarmente eroica: ha condensato l’amatissima tetralogia napoletana di Elena Ferrante in una pièce teatrale, racchiudendo in poche memorabili ore di teatro i quattro romanzi densi di eventi e di personaggi.
La prima versione teatrale al mondo dell’opera della Ferrante,che tanto successo ha avuto in Italia e all’estero, è in scena in questi giorni al Rose Theatre di Kingston, alle porte di Londra (fino al 2 aprile). La pièce di quasi sei ore, divisa in due parti, prende il titolo del primo romanzo della serie, My brilliant friend, (L’amica geniale) ma racconta sessanta anni di vita delle due protagoniste, Lila e Lenù, interpretate con passione da due grandi attrici di teatro, Niamh Cusack e Catherine McCormack.
La bruna McCormack ha tutta la rabbiosa durezza e il misterioso carisma di Lila, mentre la bionda Cusack privilegia la determinazione, la forza e l’ambizione anche spietata di Lenù, minimizzando l’esitazione e insicurezza rivelata nei romanzi. Altri attori hanno ruoli multipli, passando da un personaggio all’altro con un cambio di abito. La musica sottolinea il passare degli anni e serve ad ancorare gli eventi nel tempo.

Il palcoscenico si fa rione napoletano
La rappresentazione, diretta da Melly Still, è efficace nel trasformare il palcoscenico del teatro nel rione napoletano, con un ballatoio in alto e scale di ferro ai lati che sottolineano l’aspetto claustrofobico delle vita in un quartiere povero in cui tutti sanno tutto di tutti. Alcune scene, soprattutto quelle di violenza, hanno un grande impatto visivo. Quando Lila viene picchiata prima dal padre e poi dal marito è il suo vestito a essere colpito: il suo corpo sguscia fuori e resta immobile, a dimostrare la sua sofferenza ma anche la sua capacità di resistere, astrarsi e guardare oltre.
La pièce inizia e si conclude con le due bambole che rappresentano le due amiche: la prima scena le vede bambine, quando Lila, con il suo gesto di gettare l’amatissima bambola di Lenù in cantina, stabilisce la sua supremazia. Alla fine Lenù, ormai anziana, riceve in un pacco le bambole da Lila, che ha deciso di eclissarsi e sparire. Le scene salienti dei romanzi, le seduzioni, i matrimoni, i compleanni, i litigi, le violenze, gli omicidi, le tragedie, sono altrettante vignette con tante comparse e due indubitabili protagoniste che rendono reale e credibile il loro intenso legame fatto di amicizia, rivalità e amore.

Impossibile in sei ore di teatro rappresentare ogni personaggio, ogni evento, ogni sfumatura dei quattro romanzi. La sintesi impone tagli, decisioni e selezioni inevitabilmente opinabili. A ogni lettore che ha amato leggerli mancherà una scena che ritiene importante o un dettaglio che considera cruciale. Quello che è importante è che My brilliant friend riesce a coniugare la rappresentazione della profonda, intensa e tormentata amicizia lunga una vita tra due donne con la convulsa storia dell’Italia del dopoguerra con tutte le sue tensioni politiche e sociali. E così facendo coglie l’essenza dell’opera della Ferrante.
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