Domenica

Dinosauri, a spasso tra i giganti

“colpi di coda” a Milano

Dinosauri, a spasso tra i giganti

Predatori. Herrerasaurus ischigualastensis che vissero nel Triassico
Predatori. Herrerasaurus ischigualastensis che vissero nel Triassico

Sono venuti, come papa Francesco, «quasi dalla fine del mondo», cioè dall’Argentina, e quasi dall’inizio del tempo, ovvero 250 milioni di anni fa: ora, eccezionalmente, da mercoledì e fino a luglio, i dinosauri ripopoleranno il Mudec di Milano, in occasione di due mastodontiche mostre a essi dedicate. La prima – Dinosauri. Giganti dall’Argentina – ripercorre l’intera evoluzione dei famigerati rettili preistorici, dai più antichi esemplari comparsi nel Triassico all’“età dell’oro” del Cretaceo, alla fatale estinzione; la seconda esposizione – Rex and the city. I sauri e noi – riflette, invece, sulla figura del dinosauro nell’immaginario collettivo, in una prospettiva più antropologica che storica.

Dinosauri. Giganti dall'Argentina. Mostra Mudec Milano

Promossa dal Comune di Milano e da 24 Ore Cultura e con la consulenza scientifica di Cristiano Dal Sasso (paleontologo del Museo di Storia Naturale di Milano, coinvolto nell’allestimento), la mostra principale si avvale della preziosa collaborazione e dei prestiti dei musei pubblici di paleontologia argentini e del Conicet (il Cnr locale), sotto la supervisione di Edgardo J. Romero. Il perché dell’Argentina è presto detto: in nessuno altro Paese al mondo, infatti, si può trovare una ricchezza qualitativa e quantitativa di esemplari e reperti appartenenti ai tre periodi dell’Era mesozoica (Triassico, Giurassico e Cretaceo) in cui vissero i dinosauri, da 250 a 65 milioni di anni fa. L’Argentina vanta una biodiversità eccezionale: dalle Ande alla Patagonia, in un tratto di quasi 3000 chilometri di siti archeologici, sono stati rinvenuti fossili diversissimi per età geologica ed evoluzione della specie. Si va, ad esempio, dal minuscolo pre-dinosauro Lagosuchus talampayensis ai titani più “recenti” (circa 75 milioni di anni fa), come l’Argentinosaurus, il più grande erbivoro vivente del Triassico, e il Giganotosaurus, mastodontico predatore che eguagliava per stazza e ferocia il più noto Tyrannosaurus rex.

(LaPresse)

Dal Sudamerica provengono gli esemplari che hanno abitato l’emisfero australe del mondo e sono certamente meno noti da noi, abituati, ad esempio, ai dinosauri boreali, come appunto il Tyrannosaurus rex o il Triceratopo, una cui celebre ricostruzione si trova al Museo di Storia Naturale di Milano, insieme al calco del fossile “Ciro” (Scipionyx samniticus), primo dinosauro italiano e unico al mondo fossilizzato con gli organi interni.

La mostra copre 150 milioni di anni di storia dei sauri, raccontati e illustrati attraverso reperti e copie accuratissime, dagli Arcosauri del Triassico, antenati dei predatori terrestri, agli Ornitischi dal bacino di uccello, dai rettili marini, come i plesiosauri e gli ittiosauri, al Panphagia, un esemplare onnivoro dal collo lunghissimo, che fu probabilmente una specie di transizione tra carnivori ed erbivori.

Tra i pezzi più pregiati dell’esposizione compaiono alcune uova del Cretaceo, provenienti dalla Patagonia, e lo scheletro del primo embrione di Titanosauro, un gigantesco erbivoro. Il Cretaceo è stata l’era di ascesa e caduta dei dinosauri, caratterizzato da un “periodo d’oro” di massima espansione e varietà di specie, anche tra le altre forme di vita, vegetazione compresa: è in quest’epoca che nascono e si diffondono le prime piante da fiore. Dopodiché, improvvisamente, arrivò la catastrofe, probabilmente causata dall’impatto di un meteorite sulla Terra, che saturò l’atmosfera di fumo e cenere, oscurando la luce del sole e condannando così all’estinzione l’80 per cento di fauna e flora, sauri in primis.

Giganotosaurus carolinii, nel disegno di Jorge Gonzalez

In pochi sopravvissero all’apocalisse naturale. Tra questi fortunati, ad esempio, ci furono gli uccelli, che non discendono dagli pterosauri, ovvero i rettili volanti del Mesozoico, ma dai dinosauri terrestri: piccoli teropodi piumati, parenti alla lontana del Velociraptor! Di questa e altre incredibili scoperte avranno di che meravigliarsi adulti e bambini: per i piccoli visitatori, in particolare, è stato allestito un itinerario ad hoc, con illustrazioni e audioguide, arricchito da un fitto calendario di iniziative didattiche e ludiche, da gustare in compagnia di genitori e insegnanti, come “In viaggio con Argen-Dino”, “DinoDetective”, “Mamma ti presento i dinosauri”, “Tra le zampe dei giganti” e “Dino Lab”.

Herrerasaurus ischigualastensis, disegno di Jorge Gonzalez

Affianca l’expo principale Rex and the city. I sauri e noi, un curioso excursus, attraverso video, immagini e racconti, sulla figura del dinosauro nell’immaginario collettivo, dal mostruoso Godzilla al Jurassic Park spielberghiano ai manga e ai fumetti contemporanei, al centro anche di un ciclo di eventi, conferenze e una rassegna cinematografica, a corredo delle due esposizioni.

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