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Suggestioni e fantasmi in «Personal Shopper» di Assayas

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Suggestioni e fantasmi in «Personal Shopper» di Assayas

Kristen Stewart in «Personal shopper»
Kristen Stewart in «Personal shopper»

Arriva nelle nostre sale uno dei film più discussi e controversi del Festival di Cannes 2016: «Personal Shopper» di Olivier Assayas.

L'ultima pellicola dell'autore parigino aveva diviso la Croisette, ricevendo anche diversi fischi al termine della prima proiezione per la stampa, ma ottenendo il prestigioso premio per il miglior regista, andato ex aequo al rumeno Cristian Mungiu per «Un padre, una figlia».

La protagonista di «Personal Shopper» è Kristen Stewart, che veste i panni di Maureen, una ragazza che si guadagna da vivere curando il guardaroba di una celebrità. Maureen detesta il lavoro e attende un segno dallo spirito del fratello, morto qualche mese prima…

A metà tra il thriller e l'horror, «Personal Shopper» è un prodotto complesso e stratificato, che riflette sul delicato tema dell'aldilà e sulla necessità per ogni essere umano di trovare qualcosa oltre ciò che è tangibile.

Sono numerose le suggestioni nella prima parte, collegate anche al tema della tecnologia e delle paranoie contemporanee, e la suspense regge alla perfezione. Peccato che con il passare dei minuti il film si sgonfi un po', risultando a tratti grossolano e vittima di una conclusione non troppo centrata, anche se gli spunti messi in campo sono affascinanti e tutt'altro che superficiali. Resta un prodotto assolutamente da vedere e da non sottovalutare, in cui si segnala inoltre una delle migliori prove in carriera di Kristen Stewart, per la seconda volta consecutiva diretta da Assayas dopo il notevolissimo «Sils Maria».

Tra le novità del weekend c'è anche «Fast & Furious 8», ottavo capitolo della fortunata saga con protagonista Vin Diesel.

Una new entry importante è Charlize Theron nel ruolo di una donna misteriosa che porterà il protagonista Dominic Toretto a tradire tutte le persone che gli sono più care.

Come sempre in questo franchise, ogni nuovo episodio cerca di alzare l'asticella in termini di adrenalina e sospensione dell'incredulità: così si finisce addirittura tra i ghiacci del polo nord in questo lungometraggio che funziona a metà.

Le sequenze spettacolari non mancano e qualche colpo di scena è ben assestato, ma, dall'altra parte, è una saga che rischia ormai la saturazione e ci sono diversi momenti di stanca.

Il regista F. Gary Gray tiene bene le redini del prodotto, anche se il ritmo non è sempre forsennato e la lunga durata (136 minuti) non aiuta. I fan del genere, però, apprezzeranno, anche grazie a un cast che fa complessivamente bene il suo dovere.

Infine, una menzione negativa per «Planetarium», film che vede protagonista Lily-Rose Depp (figlia di Johnny Depp) e Natalie Portman nei panni di due spiritiste americane che si trovano nella Parigi degli anni Trenta. Affascinato dal loro dono, un produttore cinematografico le ingaggia per girare un film molto ambizioso.

Opera terza della francese Rebecca Zlotowski, «Planetarium» è un film pasticciato e confuso, inutilmente macchinoso nella narrazione e approssimativo nella messinscena.

Poco credibile e ancor meno coinvolgente, la pellicola si perde presto a causa di una sceneggiatura prolissa e ridondante, che non riesce mai ad appassionare. Un lungometraggio che punta in alto senza poterselo permettere.

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