Domenica

Vasilij Kandinskij cavaliere errante

mostra

Vasilij Kandinskij cavaliere errante

Improvvisazione sulle forme fredde, 1914
Improvvisazione sulle forme fredde, 1914

Le grande passione per l’etnografia e l’arte dei popoli primitivi; il cavaliere i draghi e l’amatissima Mosca. Il suo viaggio nel governatorato di Vologda e le folgorazioni che lo avrebbero condotto dalla pittura figurativa al distacco dall’oggetto e quindi all’astrazione. E ancora la musica, le vibrazioni dell’anima e il suo rapporto con il compositore austriaco Arnold Schönberg. C’è tutto questo nella mostra Kandinskij, il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione, che il Mudec, Museo delle Culture di Milano dedica all’artista russo fino al 9 luglio 2017.

Come scrive Baraev “la memoria genetica riaffiora in Kandinskij nell’estasi dell’ispirazione, paragonabile all’ascesa verso il mondo superiore che sperimenta lo sciamano durante il kamlanie”.

Vasilij Kandinskij: il cavaliere errante al Mudec

Perché come già aveva individuato la studiosa americana Peg Weiss per l’artista russo “la tela sul telaio non è che un equivalente del tamburo dello sciamano”.

E’ questa mostra, nell’intento dei curatori, un pellegrinaggio attraverso la Russia e le sue immagini quale retroterra e base fondativa delle interpretazioni astratte e delle sperimentazioni sinestesiche - che trovano esemplificazione in alcune installazioni multimediali di grande valore - del pittore russo. Di lui in sintesi si ricompongono atmosfere e vedute, secondo le linee del laboratorio mentale dell'artista delle sue composite “vibrazioni dell'anima”.

In percorso “Improvvisazione” del 1909 dal museo Novgorod, “Mosca” del 1916 e “Il Cavaliere” del 1915 dalla Galleria Tret’jakov. “Non oggettivo” del 1910 dal Museo regionale di Krasnodar .

Kandinskij, il cavaliere errante in viaggio verso l’astrazione, Mudec, Museo delle Culture di Milano, fino al 9 luglio 2017.

© Riproduzione riservata