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Si alza il sipario sul Far East Film Festival di Udine

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Si alza il sipario sul Far East Film Festival di Udine

Si alza il sipario sul Far East Film Festival 2017: la diciannovesima edizione della kermesse udinese dedicata al cinema dell'estremo oriente, in programma dal 21 al 29 aprile, propone un cartellone ricco di titoli interessanti.
Si parte con il film d'apertura «Survival Family», divertente commedia giapponese di Yaguchi Shinobu, e si chiude con la proiezione di «Shock Wave» di Herman Yau, pellicola adrenalinica che verrà presentata in anteprima mondiale.
In mezzo, ben 83 titoli rappresentanti di 12 diversi paesi (Cambogia, Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Taiwan, Thailandia, Vietnam e, per la prima volta in assoluto, il Laos).

Tra i film imperdibili c'è sicuramente «I Am Not Madame Bovary» del cinese Feng Xiaogang, lungometraggio che ha trionfato a San Sebastián e che si candida come grande favorito anche per la manifestazione friulana.
Da segnalare inoltre «Extraordinary Mission» di Alan Mak e Anthony Pun, «The Sleep Curse» di Herman Yau, «Love Off the Cuff» di Pang Ho-cheung, «Seclusion» di Erik Matti e due film del giapponese Nobuhiro Yamashita: «Over the Fence» e «My Uncle».
Gli appassionati, però, aspettano soprattutto il restauro del leggendario «Made in Hong Kong» di Fruit Chan, un titolo ormai introvabile che si potrà riammirare a Udine in questa nuova veste.
Grande curiosità anche per «Dearest Sister», primo film del Laos presentato nella storia del Far East Film Festival: firmato dall'eccentrica Mattie Do, unica regista donna in terra laotiana, è un thriller sovrannaturale che potrebbe lasciare il segno nel pubblico udinese.
Notevole retrospettiva è “Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017”: a 20 anni di distanza dall'handover che ha riconsegnato Hong Kong alla Cina, il Far East Film Festival 19 mostrerà 10 film che restituiscono pienamente il fervore di una città e di una comunità. Dal notevole «The Mission» di Johnnie To all'altrettanto importante «Infernal Affairs» di Alan Mak e Andrew Lau, da cui ha preso spunto Martin Scorsese per il suo «The Departed».
Da menzionare inoltre che, se lo scorso anno il FEFF aveva sperimentato la prima esperienza Industry, mettendo a disposizione dei buyer asiatici ed europei la possibilità di confrontarsi sulle produzioni cinematografiche di genere (cioè sui “prodotti finiti”), quest'anno passerà alla fase successiva: “Focus Asia” diventa uno spazio operativo dove realizzare il cinema del futuro. Sono 13 i progetti cinematografici di genere (targati Spagna, Indonesia, Giappone, Francia, Taiwan, Italia, Brasile, Laos, Singapore, Finlandia, Serbia e Lituania) che verranno presentati durante la seconda edizione di “Focus Asia”. Il Teatro Nuovo ospiterà gli incontri (nella Sala Fantoni e nel lounge del quarto piano, dedicato ai meeting one-to-one e alle tavole rotonde con i decision maker) e il Visionario ospiterà, invece, le market screening.

Far East Film Festival 2017
21-29 aprile

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