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Divertimento assicurato con i «Guardiani della Galassia»

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Divertimento assicurato con i «Guardiani della Galassia»

La Marvel sul grande schermo si conferma in un ottimo momento di forma: dopo i notevoli risultati ottenuti con «Doctor Strange» e «Logan», esiti altrettanto importanti sono stati raggiunti con «Guardiani della Galassia vol. 2», il film più atteso del weekend in sala.

Sequel del lungometraggio del 2014, è incentrato sul mistero che avvolge le origini di Peter Quill e su come i Guardiani dovranno combattere per mantenere unita la propria squadra e salvare le sorti della Galassia.

I guardiani della Galassia - Vol.2

Se già il primo capitolo aveva dimostrato un'originalità fuori dal comune, questo seguito conferma e rilancia lo stile che aveva determinato il grande successo del film del 2014: divertimento sfrenato, una colonna sonora da urlo, riferimenti all'immaginario degli anni Ottanta rivisitato dalla tecnologia odierna e straordinari effetti speciali.

A tratti irresistibile per i suoi riferimenti pop (anche a David Hasselhoff, tra i tanti), è anche un lungometraggio in grado di emozionare, tanto da risultare persino commovente nella toccante sequenza finale.

Sono rarissimi i momenti di stanca, il ritmo procede spedito dal primo all'ultimo minuto e il team di personaggi continua a essere perfettamente efficace: dal procione armato Rocket a Drax il Distruttore, passando per Quill e Gamora, fino al dolcissimo Baby Groot, che fin dall'incipit conquisterà grandi e piccini.
Il regista James Gunn, già dietro la macchina da presa per il primo capitolo, si conferma del tutto a suo agio nella direzione di un blockbuster e anche in questo caso il suo lavoro fa tornare alla mente la saga di «Star Wars» (anche per alcune dinamiche padre-figlio presenti in questo secondo volume).
Menzione speciale per uno dei migliori 3D visti ultimamente sul grande

schermo e per la potente prova di Kurt Russell nei panni del misterioso Ego.

Tra le novità del weekend è da segnalare anche «A casa nostra» di Lucas Belvaux.

A casa nostra

Protagonista è Pauline, infermiera autonoma in un distretto minerario nel nord della Francia, che cresce da sola i suoi due figli e si occupa di suo padre, un ex metalmeccanico. Devota e generosa, è amata dai suoi pazienti, che contano su di lei. Ma nessuno si accorge che Pauline sta lentamente intraprendendo un percorso che nessuno nella sua famiglia ha mai seguito prima: un partito nazionalista in crescita, in cerca di rispettabilità, utilizzerà a proprio vantaggio la sua popolarità, facendone la propria candidata alle elezioni locali.

Ambientata in una regione contraddittoria e lacerata, orientata verso l'estrema destra dopo una lunga storia di militanza a sinistra, la pellicola racconta una situazione di indubbio interesse: una donna candida e integerrima messa come capolista di un partito fasullo e trafficone, abituato a cavalcare gli istinti più biechi dei propri elettori e a fomentarne l'intolleranza e l'odio razziale.
Spunti importanti e di grande attualità (basti pensare alle recenti elezioni francesi) che lasciano molto su cui riflettere al termine della visione e che Belvaux sviluppa con discreta cura.
Peccato che il versante thriller sia mal gestito e il finale non all'altezza delle premesse iniziali; suggestive invece le prime inquadrature e la presentazione dei vari personaggi. Nonostante qualche difetto evidente, anche a causa di alcuni momenti ridondanti, è un film che merita una visione e che non lascerà indifferenti.

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