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    Dossier | N. 5 articoliSpeciale 57ma Esposizione internazionale d’Arte

    Pratiche d’artista alla Biennale: viaggio nel mondo poetico di Judith Scott

    Judith Scott,  Untitled (1988-2004),    selezione di venti sculture in fibra e oggetti di recupero
    Judith Scott, Untitled (1988-2004), selezione di venti sculture in fibra e oggetti di recupero

    Scoprire il mondo degli artisti espositori: entrare nella loro casa o nell’atelier, vedere come vivono e lavorano. È l’obiettivo del progetto Pratiche d’artista che raccoglie brevi video autorealizzati per far scoprire il loro universo poetico e quotidiano.

    «Più che mai il ruolo, la voce e la responsabilità dell'artista appaiono cruciali nell'insieme dei dibattiti contemporanei», spiega Christine Macel, curatrice di questa 57ma Biennale veneziana. «È grazie alle individualità - aggiunge - che si disegna il mondo di domani, un mondo dai contorni incerti, di cui gli artisti meglio degli altri intuiscono la direzione».

    Biennale / Pratiche d'artista: Judith Scott e le sue creature di fibre colorate

    Tra i video, molto poetico quello sull’artista americanaJudith Scott (1943-2005) tratto dal film Les Cocons magiques, che permette di vedere come lavorava questa straordinaria artista: i suoi bozzoli giganti multicolori sono realizzati ricoprendo vari oggetti con lana, stoffa, corde, cordoni e fibre colorate .

    La storia di Judith è commovente: affetta da sindrome di Down, da bambina divenne completamente sorda a causa della scarlattina, ma nessuno si accorse del suo problema. Non avendo risposto al test d’ingresso a scuola, la piccola venne giudicata “ineducabile” e mandata in un istituto per gravi disabilità mentali, in Ohio, dove visse un lungo isolamento.

    La sorella gemella, Joyce, non si dimenticò mai di Judith e riuscì finalmente a ottenere il suo affidamento nel 1987 e a portarla con sé in California. Qui la donna ormai quarantenne entrò a far parte del Creative Growth Art Center di Oakland, inventando una tecnica molto originale fino a diventare una delle maggiori esponenti della fiber-art nel mondo.

    Dopo vent’anni di prolifica attività artistica con esposizioni nei musei di tutto il mondo, Judith è morta nel 2005 tra le braccia della sorella all’età di 62 anni.

    Alla Biennale di Venezia è possibile vedere una selezione di venti sculture realizzate in fibra e oggetti di recupero, come presenze colorate e poetiche in un’ampia sala dell’Arsenale.

    Judith Scott, Untitled (1988-2004) fibra e oggetti di recupero

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